La più grande perversione di un editore a pagamento

giugno 25, 2014 § 1 commento

questa non la sapete.
e forse non riuscirete nemmeno a capirla fino in fondo…
perché un editeuro per primo non ne è lucidamente cosciente.

a me, anni di torva osservazione ravvicinata mi hanno permesso di penetrare il più celato segreto.
quello protetto dall’inflessibile inconscio.

tra poco conoscerete anche voi qual è la perversione più grande, il piacere più osceno, il godimento più subdolo e raffinato che un editeuro riesce a provare.

curiosi eh?
prima però giochiamo che dovete indovinare.

ha alzato la mano quello laggiù in fondo, prego.
come?
no, non è la rovina dei propri autori, il loro fallimento, a farli godere oscenamente.
tuttavia l’ ipotesi non è così peregrina. « Leggi il seguito di questo articolo »

Leggere:tutti a 2 euro (cioè becchi e bastonati)

dicembre 28, 2012 § 1 commento

per puro caso stavo oggi maneggiando l’ultima copia di leggere:tutti, quella rivista che da un po’ d’anni ha invaso le librerie.
non so se lo sapete, ora pretenderebbero nientemeno che farla pagare.
e addirittura 2 euro.
beati a voi, verrebbe da dire…

ho indugiato a sfogliarla proprio per capire come potessero ardire di passare dalla gratuità ai 2 euro, trattandosi in definitiva di una rivistucola del tutto inutile.
una di quelle cose che giusto perché non si paga la prendi in mano e la sfogli, senza aspettarti nulla e senza darle troppo retta.

ora però è diverso.
ora i due euro esborsati dovrebbero implicare una lucida scelta nel lettore/acquirente.
per cui facciamole un po’ le pulci va’, che sotto le feste è un’operazione defatigante. « Leggi il seguito di questo articolo »

EAP, o dello sfruttamento come riflesso condizionato

dicembre 18, 2012 § 2 commenti

ormai sapete della schizofrenia degli editeuri.
il fatto di mandare in stampa oggetti libriformi li illude di essere editori.

a cosa conduce questa allucinazione?
a una fregatura doppia per i redattori, guarda un po’ che culo e che novità.

vi spiego.

sapete bene che la piccola editoria sfrutta i lavoratori per sostanziale mancanza di alternative, anche nei casi virtuosi.
sfruttamento e autosfruttamento sono ormai sinonimi di lavoro culturale.
il motivo: fondamentalmente i ricavi derivanti dalle vendite dei libri non sono in grado di coprire i costi necessari a produrli ma soprattutto distribuirli.

hic sunt squalos, infatti.
sapete ormai perfettamente che la filiera del libro è assassina.
l’intermediazione è peggio dell’orca. « Leggi il seguito di questo articolo »

Un editeuro… è per sempre

dicembre 14, 2012 § 3 commenti

nell’analisi di una caga editrice e del suo editeuro è urgente sottoporre a verifica la variabile temporale.
ovvero l’incubazione e la successiva e inevitabile cronicizzazione del fenomeno.

ci sono delle cose che dovete sapere al riguardo.
mi rivolgo soprattutto agli aspiranti redattori.

troverete spesso editeuri solo parzialmente consapevoli di essere tali, in special modo quando corrono sul doppio binario (cioè quando fanno un sacco di roba a pagamento e qualcosina anche non a pagamento per illudersi di essere ancora utili al mondo).

pur non dimostrando alcuna vergogna per la loro attività eap, costoro proveranno a dirvi che si tratta di un momento solo di passaggio.
che la crisi del mercato e provvidenziali scuse simili li costringe poverini a far pagare i libri agli autori (= pagautori), ai quali tra l’altro offrirebbero, a sentir loro, un servizio serissimo che mantiene comunque in auge la loro condizione di serissimi professionisti.

però man mano che le cose andranno meglio, dicono, i titoli a pagamento diminuiranno e si riprenderà a fare editoria vera.

(qui fate pure una pausa dubitosa e attonita, ne avete ben donde) « Leggi il seguito di questo articolo »

Il nepotismo nella piccola editoria

dicembre 11, 2012 § 12 commenti

non so perché, ma m’è saltato il grillo di parlare di questo argomento.
innanzitutto: esiste o me lo sto sognando?

sarà stata la fiera del libro a stimolarmi simili pensieri, e se sì, per quale motivo?

forse mentalmente, anche grazie al Libropardo, sto cercando di categorizzare l’editoria in questa fase di finto cambiamento, che è solo un precipizio?

tante domande, troppi dubbi.
si vede che è fine d’anno, vero?

ricapitolo qualcosa per orizzontarmi io stesso:

1) gli editori cartacei fanno finta di avere paura dell’editoria digitale, e simulano i coccodrilli di loro stessi mentre l’editoria digitale italiana arranca nel vuoto, tra prodotti malfatti e confusione mentale diffusa.
per colpa soprattutto degli editori cartacei che inquinano il mercato e lo intasano della loro velleitarietà e arraffoneria. « Leggi il seguito di questo articolo »

Parliamo un po’ del depliant di Più Libri Più Liberi vah… (e di tristi cose annesse e connesse)

dicembre 5, 2012 § Lascia un commento

sabato mi è capitato in mano il programma di plpl.
che culo, eh?

come voi sono reduce dalla cartellonistica pubblicitaria che ha invaso muri metro bus relativamente a questa edizione.
ma sommativamente sono reduce dalle campagne pubblicitarie creative degli ultimi due anni.

ve la ricordate l’aragosta, nel 2010?

plpl2010

e la biscia del 2011?

plpl2011
ora c’è il ciocco: « Leggi il seguito di questo articolo »

Schizoeditoria

novembre 30, 2012 § 3 commenti

Oggi volevo parlarvi di schizoeditoria (ho aggiunto la voce nel Glossario).
come intuirete subito, si tratta di un argomento complesso, ragion per cui state particolarmente attenti.

partiamo dall’inizio.

descriviamo brevemente gli elementi coinvolti.
abbiamo un editeuro, al quale arrivano tante proposte editeuriali in forma di canoscritti.

fase uno (il riflesso condizionato):

l’editeuro riceve il canoscritto bramoso e allupato, intravedendo subito in filigrana il denaro che potrà spillare allo scritteuro con qualche innocua mezza verità.

il canoscritto viene velocemente scorso (roba di 5 minuti) per un antico riflesso condizionato, quello dell’editore che stia ricercando talenti.
l’equivoco nasce dal fatto che nello statuto di una caga editrice è scritto che si tratta di una casa editrice, perché il legalese non si impiccia di certe sfumature. « Leggi il seguito di questo articolo »

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