Leggere:tutti a 2 euro (cioè becchi e bastonati)

dicembre 28, 2012 § 1 commento

per puro caso stavo oggi maneggiando l’ultima copia di leggere:tutti, quella rivista che da un po’ d’anni ha invaso le librerie.
non so se lo sapete, ora pretenderebbero nientemeno che farla pagare.
e addirittura 2 euro.
beati a voi, verrebbe da dire…

ho indugiato a sfogliarla proprio per capire come potessero ardire di passare dalla gratuità ai 2 euro, trattandosi in definitiva di una rivistucola del tutto inutile.
una di quelle cose che giusto perché non si paga la prendi in mano e la sfogli, senza aspettarti nulla e senza darle troppo retta.

ora però è diverso.
ora i due euro esborsati dovrebbero implicare una lucida scelta nel lettore/acquirente.
per cui facciamole un po’ le pulci va’, che sotto le feste è un’operazione defatigante. « Leggi il seguito di questo articolo »

EAP, o dello sfruttamento come riflesso condizionato

dicembre 18, 2012 § 2 commenti

ormai sapete della schizofrenia degli editeuri.
il fatto di mandare in stampa oggetti libriformi li illude di essere editori.

a cosa conduce questa allucinazione?
a una fregatura doppia per i redattori, guarda un po’ che culo e che novità.

vi spiego.

sapete bene che la piccola editoria sfrutta i lavoratori per sostanziale mancanza di alternative, anche nei casi virtuosi.
sfruttamento e autosfruttamento sono ormai sinonimi di lavoro culturale.
il motivo: fondamentalmente i ricavi derivanti dalle vendite dei libri non sono in grado di coprire i costi necessari a produrli ma soprattutto distribuirli.

hic sunt squalos, infatti.
sapete ormai perfettamente che la filiera del libro è assassina.
l’intermediazione è peggio dell’orca. « Leggi il seguito di questo articolo »

Un editeuro… è per sempre

dicembre 14, 2012 § 3 commenti

nell’analisi di una caga editrice e del suo editeuro è urgente sottoporre a verifica la variabile temporale.
ovvero l’incubazione e la successiva e inevitabile cronicizzazione del fenomeno.

ci sono delle cose che dovete sapere al riguardo.
mi rivolgo soprattutto agli aspiranti redattori.

troverete spesso editeuri solo parzialmente consapevoli di essere tali, in special modo quando corrono sul doppio binario (cioè quando fanno un sacco di roba a pagamento e qualcosina anche non a pagamento per illudersi di essere ancora utili al mondo).

pur non dimostrando alcuna vergogna per la loro attività eap, costoro proveranno a dirvi che si tratta di un momento solo di passaggio.
che la crisi del mercato e provvidenziali scuse simili li costringe poverini a far pagare i libri agli autori (= pagautori), ai quali tra l’altro offrirebbero, a sentir loro, un servizio serissimo che mantiene comunque in auge la loro condizione di serissimi professionisti.

però man mano che le cose andranno meglio, dicono, i titoli a pagamento diminuiranno e si riprenderà a fare editoria vera.

(qui fate pure una pausa dubitosa e attonita, ne avete ben donde) « Leggi il seguito di questo articolo »

Il nepotismo nella piccola editoria

dicembre 11, 2012 § 12 commenti

non so perché, ma m’è saltato il grillo di parlare di questo argomento.
innanzitutto: esiste o me lo sto sognando?

sarà stata la fiera del libro a stimolarmi simili pensieri, e se sì, per quale motivo?

forse mentalmente, anche grazie al Libropardo, sto cercando di categorizzare l’editoria in questa fase di finto cambiamento, che è solo un precipizio?

tante domande, troppi dubbi.
si vede che è fine d’anno, vero?

ricapitolo qualcosa per orizzontarmi io stesso:

1) gli editori cartacei fanno finta di avere paura dell’editoria digitale, e simulano i coccodrilli di loro stessi mentre l’editoria digitale italiana arranca nel vuoto, tra prodotti malfatti e confusione mentale diffusa.
per colpa soprattutto degli editori cartacei che inquinano il mercato e lo intasano della loro velleitarietà e arraffoneria. « Leggi il seguito di questo articolo »

Parliamo un po’ del depliant di Più Libri Più Liberi vah… (e di tristi cose annesse e connesse)

dicembre 5, 2012 § Lascia un commento

sabato mi è capitato in mano il programma di plpl.
che culo, eh?

come voi sono reduce dalla cartellonistica pubblicitaria che ha invaso muri metro bus relativamente a questa edizione.
ma sommativamente sono reduce dalle campagne pubblicitarie creative degli ultimi due anni.

ve la ricordate l’aragosta, nel 2010?

plpl2010

e la biscia del 2011?

plpl2011
ora c’è il ciocco: « Leggi il seguito di questo articolo »

Schizoeditoria

novembre 30, 2012 § 3 commenti

Oggi volevo parlarvi di schizoeditoria (ho aggiunto la voce nel Glossario).
come intuirete subito, si tratta di un argomento complesso, ragion per cui state particolarmente attenti.

partiamo dall’inizio.

descriviamo brevemente gli elementi coinvolti.
abbiamo un editeuro, al quale arrivano tante proposte editeuriali in forma di canoscritti.

fase uno (il riflesso condizionato):

l’editeuro riceve il canoscritto bramoso e allupato, intravedendo subito in filigrana il denaro che potrà spillare allo scritteuro con qualche innocua mezza verità.

il canoscritto viene velocemente scorso (roba di 5 minuti) per un antico riflesso condizionato, quello dell’editore che stia ricercando talenti.
l’equivoco nasce dal fatto che nello statuto di una caga editrice è scritto che si tratta di una casa editrice, perché il legalese non si impiccia di certe sfumature. « Leggi il seguito di questo articolo »

Redattori esterni, dico a voi, fatemi un favore: lavorate peggio che potete

novembre 29, 2012 § 2 commenti

in questo post vorrei parlare dell’editoria cartacea così com’è oggi.
(e dato che sono in un periodo che rosico, non edulcorerò nemmeno di una nticchia.)
quella che trema di fronte al digitale, e protrae i propri soprusi ai danni di chi lavora per essa fino all’ultimo, anzi comportandosi in maniera ancora più laida in quest’aria da fine impero in cui tutto sembra lecito.

ricapitolo brevemente: la fila di aspiranti redattori che si accalca alle porte delle case editrici, allungandosi ha reso gli editori delle merde, umanamente parlando.

il loro strapotere contrattuale – su cui come al solito nessuna antitrust si sogna di intervenire – ne ha fatto dei saddam hussein o più recentemente formigoni (hostess francesi: vi amo).
soltanto che, offrendo retribuzioni vergognose, ottengono in cambio un lavoro crescentemente mediocre.
e sono arrivato alla conclusione che sia giusto così. « Leggi il seguito di questo articolo »

Pecunia non olet. O al massimo puzza di naftalina

ottobre 8, 2012 § 2 commenti

oggi si fa pubblicità.
però qui sul maniototo è agratis.

mi sembra semplicemente fantastico che il nuovissimo orwell, l’inserto culturale del nuovissimo pubblico, si affidi in prima pagina a una simile cariatitudine comunicativa, oltreché contenutistica, per fare cassa.

evidentemente la pecunia sta sempre nelle solite tasche.
in attesa che trasmigri in quelle dei giovani, godetevi tutti questo inserto:

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Ma quanta bella informazione!

settembre 29, 2012 § Lascia un commento

Ohhh, che consolazione veder accrescersi il pluralismo.
quanti nuovi bei giornali cartacei e online.
roba da leccarsi i baffi.

e tutti belli emancipati e indipendenti.
tutti a vostro ricasco, basta sovvenzioni.
paghiamo noi, adesso, cazzo!
e un po’ di dignità, suvvia…

sarete contenti, no?
sono tutti in cerca di voi, i potenziali lettori.
mica vorrete deluderli, no?

e allora facciamo un giretto adesso nell’informazione, questo magico mondo.
una roba breve, una ricognizioncina ina ina.
poi allenatevi da soli.

prima di tutto siate ebbri di entusiasmo per lo sbarco italiano dell’huffington post (ma che onore!) che ridà un po’ di lustro all’annunziata, che dalle pastoie dei cda rai era uscita così così.
e cosa scopriamo subito dopo l’esordio con l’intervistone a berlusconi?
che presto tutto il potere si è trasferito alla letteratura.

sì, lo giuro, guardate la home page di pochi minuti fa:

visto che figata? « Leggi il seguito di questo articolo »

Piccoli scrittori maledetti crescono

settembre 28, 2012 § Lascia un commento

mi conoscete solo di vista
invece io lo so chi siete.

vi osservo mentre inquieti
sgomitate per essere notati.

anni da pulcini spauriti
che avete passato a rodervi

vi sono serviti a farvi furbi
a cambiare strategia:

diventando voi stessi editori,
organizzando salotti letterari

in cui essere gli ospiti d’onore
insieme ai vostri reietti sodali. « Leggi il seguito di questo articolo »

Il senso recondito degli editori a pagamento (volendo proprio trovarne uno per cinque minuti)

settembre 11, 2012 § 1 commento

Chissà perché oggi d’un tratto, mentre mi annoiavo nell’ufficio dell’editeuro a sentirlo elaborare teorie insensate su come fare per vendere libri invendibili, lo sguardo mi si è fissato sulle librerie che corrono intorno alla stanza.

in arrogante sequenza, collane che racchiudono mostri erano bellamente appollaiate sulle mensole.
sfoggiavano un’aria padronale.

e come ipnotizzato io ho scorso, in preda a un attacco di insulsa magnanimità, i nomi sui dorsi di quei libri, cercando un senso terreno non per i loro autori, ma per l’uomo che decida di apporre il marchio della propria casa editrice sopra cotali schifezze. « Leggi il seguito di questo articolo »

Redattori invisibili = ferie invisibili

agosto 24, 2012 § Lascia un commento

Dov’è che sarei io adesso? In ferie?
ah-ah-ah-ah!
dai, siamo seri.
non sono in vacanza, sono ospite.
OSPITE.
tranquilli, adesso vi spiego la differenza.

partiamo da lontano.
lo avete visto, vero, il questionario sull’editoria invisibile?
e allora ditemi: perché mai le ferie dei redattori dovrebbero essere più visibili di loro?
sarebbe un controsenso inaccettabile da un punto di vista logico. « Leggi il seguito di questo articolo »

Le conseguenze del selfpublishing

giugno 4, 2012 § 4 commenti

Tutto bene, grazie.

torno per stilare un bilancio, che mi sembra doveroso.
parliamo di liste eap per primo.
secondo voi tutto questo chiasso intorno alla deprecabilità dell’editoria a pagamento che effetto avrebbe dovuto avere?
tenerne gli scrittori seriali lontani, ad esempio, impedendo la nascita di nuovi pagautori?

lasciamo un attimo la domanda in sospeso, rifletteteci prima di azzardare. « Leggi il seguito di questo articolo »

I sommersi e i saldati, ovvero il festival dell’inedito (pagautore), ovvero non leggete i tweet al conducente

marzo 31, 2012 § 6 commenti

madonna, ma vi immaginate cosa aspetta i giurati?

il pezzo doveva essere tutto qui, poi ho deciso di esagerare come esagerano loro.
ci metto anche refusi grosolani, come nel loro regolamento.
o cose che sembra che siano spiegate ma poi a guardarle bene chissà.
comincio esagerando davvero, do al post un secondo titolo alternativo, scegliete voi:

“2012: l’anno del contatto (diretto con i nuovi talenti italiani)”
(l’espressione in grassetto purtropppo non è mia, la trovate qui.) « Leggi il seguito di questo articolo »

La nuova sindrome di Stoccolma, o sindrome di Salander

febbraio 17, 2012 § 3 commenti

dimenticatevi le vecchie teorie.
non li ha rapiti nessuno, questi qui, eppure se la sono presa e non minacciano di guarirne.
loro sono i lettori della trilogia Millennium.
e lei è la nuova sindrome di stoccolma, o sindrome di salander.

parliamo un attimo di lisbeth.
una come lei in metropolitana diventerebbe la vostra televisione.
o distogliereste subito lo sguardo.
e se salissero amici suoi, cerchereste subito  la complicità degli altri passeggeri “normali”.

quando quelle come lei fanno crocchia per strada vi sembra di passare accanto a una tribù di alieni.
e allargate il giro per paura che vi chiedano una moneta.
e se vostro figlio fosse così lo rinneghereste o bastonereste a dovere, vi affrettate a dire nelle discussioni del dopocena. « Leggi il seguito di questo articolo »

EAP e una possibilità di outing per i pagautori

dicembre 30, 2011 § 18 commenti

ultimamente si dibatte molto intorno alla lista EAP (editori a pagamento).
che nel maniototo si chiamano editeuri (comunque qui potete padroneggiare il gergo).
Loredana Lipperini l’ha rilanciata nel suo blog Lipperatura dopo che Writer’s Dream l’aveva tolta nauseata da proteste e minacce.
anche Michela Murgia le dà eco, dichiarandosi contro l’EAP.
Tropico del Libro condivide e rilancia, invitando a focalizzarsi anche sugli EAS (editori ad alto sfruttamento).

la lista non la tratterei come un delicato segreto ghermito alle tenebre dell’ignoranza generale.
tutti gli addetti ai lavori (editori, redattori, traduttori, promotori, distributori, librai, scrittori) potrebbero snocciolare a memoria una lunga sequela di EAP.
andrebbe lavorata e sistemata, piuttosto, con generale spirito di collaborazione.

l’ideale sarebbe quindi se gli editeuri vi si iscrivessero da soli, perfino felici di farlo.
temo però che i loro pagautori siano i primi a non volerlo.
e, visto che pagano loro, alla fine comandano loro.

risaliamo quindi a monte del problema.

è ipotizzabile che i pagautori vivano male la loro clandestinità.
ragion per cui ho deciso di aiutarli aprendo su twitter una lista tutta per loro:

@maniototoexp/pagautori

mi rivolgo direttamente a voi, pagautori:
fate outing.

tanto non è un segreto per nessuno, quello che siete.
già solo io potrei snocciolare una lista con centinaia di nomi.
e per averli conosciuti personalmente, non per sentito dire.
capite?

ma anche chi non vi ha mai conosciuto non ha difficoltà a individuarvi.
lo si può fare guardando quale marchio editoriale vi ha in catalogo, banalmente.
son cose che sanno tutti.
anche i librai.
sì, quei pochi coraggiosi librai che vi accolgono sui loro scaffali, lo sanno.
ma tranquilli, non gliene frega niente.
se c’è qualcuno che compra i vostri canoscritti a loro va bene così.

molti vi ritengono tra i principali colpevoli del dilagare dell’EAP.
in fondo sono le vostre ambizioni letterarie a solleticare le brame degli editeuri.
siete così facili da spennare che le faine accorrono a frotte.

ma perché agire in segreto?
con quelle piccole furbizie, quei contratti di edizione standard che vi fanno sembrare dei veri scrittori.
e quelle piccole integrazioni di contratto, redatte a parte, con cui acquistate le copie del vostro libro.
l’avete pensata bene, eh?

se vi sentite furbi son contento per voi, però devo informarvi che tutti questi sotterfugi nascondono il segreto di pulcinella.
e allora dai, mostratevi superiori finalmente, fate voi il gesto, infilatevi da soli nella lista dei pagautori.
su, guardate com’è bella, tutta per voi.
e non costa niente.

@maniototoexp/pagautori

siete titubanti, pensate che ci sia dietro la fregatura?
troppi sotterfugi vi hanno reso paranoici, mi sa.
per cui, per aiutarvi (ma proprio perché siete voi), ecco 10 motivi per cui dovreste iscrivervi: « Leggi il seguito di questo articolo »

L’editeuro e la sindrome del benefattore

dicembre 15, 2011 § Lascia un commento

credo che dovreste saperlo.
generalmente gli editeuri soffrono della sindrome del benefattore.

il male si manifesta in questo modo:
l’editeuro si convince di dover incassare, dopo il denaro, anche la gratitudine incondizionata del pagautore di turno.
a vita, naturalmente.

cioè: prima gli chiede soldi per pubblicare una schifezza che spregia e non leggerebbe nemmeno se obbligato dal dottore, e subito dopo pensa che quello stesso pagautore debba venerarlo per avergli concesso il privilegio di trasformare nel tanto desiderato volume di carta il suo canoscritto.
poco importa che non abbia mantenuto le promesse previste dall’accordo di distribuire il libro su tutto il territorio nazionale, di promuoverlo tramite il suo mufficio stampa e di inviarlo a una selezione di spremi letterari.
oltre naturalmente a non avere affatto stampato la tiratura minima che si era stabilita. « Leggi il seguito di questo articolo »

Punto

agosto 26, 2011 § 1 commento

fermandosi si notano cose.
cerco ora, qui, di capire, da questo maniototo fermo sul punto panoramico, cosa si vede giù dai suoi pendii, e su per le sue gole.

il maniototo, dichiaratamente, è un esperimento.
e di conseguenza ne va tratta qualche misurazione.

intanto alcune percezioni: la frequenza: un blog sovralimentato è due cose:
una trappola infernale e un giardino con zone aride. « Leggi il seguito di questo articolo »

Lo scrittore seriale da Grande Slam

luglio 4, 2011 § Lascia un commento

vi do una notizia che non è buona da qualunque lato la si guardi:
gli scrittori seriali sono tanti.
non solo: sembra che aumentino.

non avete modo di accorgervene, ma spesso sull’autobus sarete spalla a spalla con uno di loro.
statisticamente deve accadere.
non sono bei pensieri, lo so.

no, non potete riconoscerli perché leggono, non hanno mai un libro in mano.
loro i libri li scrivono!, mica li leggono.

la casistica è ampia e variegata.
e le degenerazioni all’ordine del giorno.
perché la grafomania patologica si declina in vario modo, come state cominciando a capire.

voglio qui prenderne in esame una specie in cui vi è una proporzione diretta tra velleità dei contenuti espressi e pretese di successo letterario annesse. « Leggi il seguito di questo articolo »

Nella mente di un pagautore seriale

maggio 30, 2011 § 2 commenti

ormai lo sapete quello che si cela nella calotta cranica di uno scrittore seriale.
e sapete anche che il passo per diventare pagautori seriali è breve.

ma quali modificazioni avvengono in questo passaggio?
questa è la domanda che dovrebbe farvi venire la tremarella.

entriamo per qualche istante nella testa di un pagautore seriale preso a caso e ascoltiamo.
passeremo dal padiglione auricolare quando il soggetto si sarà addormentato con la guancia poggiata alla tastiera del suo pc.
pronti? uno due tre, saltate! « Leggi il seguito di questo articolo »

Clinica editeuriale

maggio 13, 2011 § Lascia un commento

Intanto la domanda fondamentale: una persona che scrive quelle schifezze lì perché lo fa?
non è una domanda gratuita, ve lo chiedereste anche voi se vedeste quello che scrivono, che poi stampano, che poi infilano in una busta e che infine vi spediscono.
tenete presente che non li obbliga nessuno a farlo.
che fanno lavori che non c’entrano niente.
che hanno poco tempo libero come tutti.
e che a scuola nessun professore di italiano si è mai sognato di incoraggiarli.

perché diavolo lo fanno allora? perché questa invasione di canoscritti? « Leggi il seguito di questo articolo »

Nella mente di uno scrittore seriale #2

aprile 26, 2011 § Lascia un commento

vi ricordate cosa si nasconde nella scatola cranica di uno scrittore seriale?

proseguiamo ora il nostro viaggio allucinante.
preleviamo un campione di questa mente per dargli un’occhiata da vicino.

l’operazione si compie facilmente avvicinando per un istante un’aspirapolvere all’orecchio di uno scrittore seriale mentre è intento a scrivere.
non se ne accorgerà nemmeno, garantito.

la nuvoletta cerebrale prelevata passerà nel sacchettino di raccoglimento.
una volta liberata dai gatti di polvere e sciacquata dai pelucchi che la impanano tipo cotoletta…

…sarà perfettamente riconoscibile:

a vederla così sembra quasi innocua, ma non fidiamoci e ascoltiamone i propositi avvicinando ben bene l’orecchio: « Leggi il seguito di questo articolo »

Nella mente di uno scrittore seriale

aprile 19, 2011 § 2 commenti

Oggi ci spingeremo laddove nessuno ha osato prima.

nelle profondità del cervello di uno scrittore seriale.

intanto la conformazione fisica.

come vedete bene dal sofisticato diagramma che ho tracciato qui sotto, vi è una sostanziale differenza rispetto a un normale cervello (che è quello a sinistra, per i meno pratici).

cervello normale (va beh, più o meno)   vs.  cervello di scrittore seriale

—————————————————————————————

in quello dello scrittore seriale notate facilmente la conformazione a pecorelle, che prelude a canoscritti a catinelle.

si potrebbe anche riassumere con la formula:

previste forti perturbazioni sulla letteratura, barricatevi in caga editrice e non aprite a nessuno.

per oggi può bastare, non vorrei turbarvi troppo.
la prossima volta altri inquietanti dettagli.

Dove sono?

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