C’era gente che ancora cagava

febbraio 5, 2016 § Lascia un commento

Ti giuro, c’era gente che ancora cagava!
serio però dai
Oé, l’editoria a pagamento era nulla se paragonata al contesto
ma fammi capire, vuoi dire che nemmeno gli scrittori sapevano nutrirsi di prana?
Ma scherzi? Stiam parlando di un’epoca in cui si cagava serio. E quelli là erano i peggio. Si alzavano la mattina, buttavano giù nel monitor una sequela di menate, e poi subito al cesso a ruota del primo caffè
e magari mi stai dicendo che pure gli editori facevano la stessa cosa. stai parlando di gente-che-cagava che pubblicava i libri di altra-gente-che-cagava
Stai fotocopiando la situazione
ma cazzo
E avresti dovuto leggere le cose che scrivevano…
dai, va bene così, fa conto che già lo so 
Nono, qualcosa ti devo dire, son comunque esperienze che servono, per quanto lontane e anacronistiche, qualche tuo parente all’indietro è stato di sicuro un lettore di quella roba, e nessuno ne sapeva un cazzo, come quando bevevano la cocacola. E le cose che mangi pian piano prendono casa e ti smerdano il codice genetico, per cui quella roba diventi tu
porcatroia la metti giù dura…
Ma scusa, ma non avevi un nonno editore? qualcosa qualcuno te l’avrà detta
son robe che non si sanno mai bene, i figli cazzo sanno dei genitori, figurati i nonni, mia madre mi ha accennato qualcosa ma poi chi l’ha vista più, da quando è partita per il Nuovo Orieccidente a fondere le sue personalità con la Smania Cosmica…
comunque questa cosa che stai leggendo viene da gente che pagava e che cagava, certezza assoluta, guarda la copertina, senti come comincia: « Leggi il seguito di questo articolo »

EAPocalypse now

novembre 23, 2015 § Lascia un commento

Senza eccessivamente dilungarsi, questo post sostiene la tesi che l’Editoria a Pagamento (EAP) ha rivestito una precisa funzione: distrarre una generazione di redattori dai veri mali del loro settore. Non sarebbe quindi fenomeno degenerativo legato a una società editoriale sempre più fatua e mediocre, ma vera e propria causa-fantoccio posta sotto i riflettori per sviare dai veri problemi del mondo editoriale.

mme-an

PARTIAMO DA QUESTO BLOG
[parabola]
Come tutti gli organismi viventi, anche questo blog ha vissuto una fase ascendente, un momento di maturità e una decadenza (tradotto: a un certo punto non se lo è cagato più nessuno). Queste tre fasi hanno probabilmente seguito la parabola più generale dell’attenzione mediatica che si è di recente riversata sul fenomeno dell’EAP.
Il presente articolo serve a rievocare il percorso di questo blog sotto una nuova ottica, illuminante e stupefacente. Lo inquadra, sì, come parte genuina di un movimento di rivolta al malcostume diffuso dell’EAP; ma ne degrada l’efficacia, sostenendo che la sua attività abbia avuto il risultato opposto e controproducente di nascondere malefatte peggiori interne alla filiera editoriale. Lo stesso sistema economico e “di potere” che fa proliferare dall’alto l’EAP avrebbe anzi spinto, con una artefatta e strumentale indignazione, tale movimento antagonista a ottenere le luci della ribalta tra i “poveri” lavoratori dell’editoria, per costruire nell’ideale della lotta una parvenza di dignità a un lavoro che altrimenti non poteva attingere ad alcun tipo di gratificazione.
Insomma, era una trappola e ci siamo caduti.

[la bicicletta]
Partiamo dalla fine, però, e chiediamoci: perché questo blog ha raggiunto in pochi anni un apice di interesse per poi bloccarsi e decadere dall’attenzione degli addetti ai lavori? Un primo motivo è facile da individuare, e meno banale di quanto sembri: mi ero stancato io per primo di questo spazio a metà tra la denuncia e la divagazione narrativa.
Il motivo è agile da spiegare: quando sei su una bicicletta che pedala a vuoto, scendi e prosegui a piedi. Il Maniototo è stato una bicicletta da corsa, ha sfrecciato insieme ai suoi affezionati lettori tra le brutture dell’EAP, castigando col riso i suoi malcostumi. La catena girava, il cambio andava una meraviglia, le salite ce le mangiavamo insieme. Senza doping, spinti dalla gioia dissacrante della giovinezza che si organizza clandestinamente una contro-festa, dato che a tavola coi matusa ci si annoia.

Zebra-Pulse

[sentirsi utile]
Si sfrecciava facendo pernacchie e imparando un sacco di cose. L’ebrezza condivisa mi ha fatto credere che quanto veniva scritto sul Maniototo potesse aiutare un’intera categoria di lavoratori frustrati a mettere a fuoco i motivi della propria frustrazione; servendo da allerta e da sveglia anche per quegli aspiranti scrittori che pagano per pubblicare, molte volte abbindolati da contratti di edizione messi in piedi da azzeccagarbugli mediocri ma sufficienti a irretire e buggerare. Il format del Maniototo si proponeva vincente in quanto la noia era bandita e la fantasia poteva guizzare libera proprio nel momento in cui segnalava le aridità di molti addetti ai lavori (editori, scrittori).
Poi, dopo avere iniziato a fare rumori rugginosi, la catena è caduta e la bicicletta è andata rallentando fino a fermarsi. « Leggi il seguito di questo articolo »

Titoli del ca77o per giovani autori #3

giugno 30, 2015 § Lascia un commento

I titoli del ca77o sono il sale della vita per tutti coloro che direttamente o indirettamente hanno a che fare coi libri.
ragion per cui non me la sento di farvene mancare ulteriormente.
ricordo che questo che il maniototo propone è uno spazio di utilità sociale: i titoli sono liberamente utilizzabili da giovani autori in cerca di prede facili.
scegliere un titolo che acchiappa è scientificamente dimostrato (dagli odontoiatri veterinari) che è avere già fatto i tre quarti del lavoro.
qui vi lascio addirittura uno scheletro di trama, basta che allunghiate il brodo con un po’ di banalità e qualche parolaccia e il gioco sarà fatto.

correte a rileggere l’esordio di questa rubrica, e poi il suo secondo capitolo, e tutto vi sarà definitivamente chiaro.
ora via con le nuove proposte!

2 bombe alla crema da asporto per mio nonno diabetico” – romanzo sulla giornata tipo di un pensionato in un paesino di provincia, tra necrologi, cani al guinzaglio che parlano solo a lui e una barista straniera alla quale dire: “due bombe da asporto”, scherzo preferito dell’elegante clientela costantemente imbambolata a fissare una scollatura sempre generosa.

Il sale l’hai messo nell’acqua? (e altre storie di sesso)” – i turbamenti erotici di un giovane che va a lavorare in una multinazionale e quotidianamente si ritrova alle prese con colleghe tutte donne e tutte carine che sembrano però riservare la loro carica seduttiva per il capo. normale? sicuramente sì, soltanto che il capo è una donna, naturalmente molto provocante anche lei…

Sanpietrini e altri denti da latte” – l’educazione politica di un giovane di borgata nella roma degli anni ’70, tra jeans a zampa, nostalgici del ventennio e una madre che lo tratta ancora come se fosse il suo bambino… ma lui ha letto porci con le ali già tre volte!

“La neve nello scolapasta” – Angelo Maria ha sedici anni e un solo desiderio: prendere voti più alti della sorellina. ma come fare se lei è una secchiona da primo banco che pensa solo a studiare e durante i compiti nasconde accuratamente quello che scrive? beh, forse rapire la sua bambola preferita e farsi consegnare le soluzioni dei compiti per casa nel cestino della carta del parco comunale può essere una risposta. finché, proprio il giorno di un’importante verifica, un acquazzone inaspettato…

“Amore + iva 22%” – un uomo sembra felice: ha raggiunto i traguardi che nella vita gli avevano posto: lavoro, matrimonio, figli, tradimenti ben nascosti, poker notturno con gli amici. fino al giorno in cui un aumento dell’imposta sul valore aggiunto fa crollare le sue certezze e lo spinge a rivedere tutte le scelte fin lì fatte con un occhio diverso…

da ultimo, un fine gioco metaeditoriale:

Ma che razza di copertina sarebbe questa?” – un uomo entra in un sala bingo credendo che sia una multisala cinematografica. trascinato nel gorgo del gioco conosce nell’ordine: un cocainomane, un sicario (ma lui crede che sia uno scherzo) e una ragazza che finge di essere paraplegica per motivi assicurativi. dopo tre anni passati con loro a perpetrare truffe ignobili nei confronti degli altri giocatori scrive un libro di memorie ma la foto di copertina scelta dal suo editeuro che ritrae una lavatrice che nel mezzo del deserto sta centrifugando delle fiches non gli va per niente a genio. allora sequestra tutta la redazione…

Spazzatura

giugno 25, 2015 § Lascia un commento

residuo serale di umanità vacanziera non dedita alla raccolta dei propri rifiuti.
nella fattispecie il caso è emblematico e vale doppio.
(litorale laziale, giugno 2015)

2015-06-05 19.22.52

E adesso che ho mangiato troppo ho mangiato abbastanza

giugno 18, 2015 § Lascia un commento

quasi quasi stavo pensando di usare questo blog per tutt’altro.
poi mi son detto che sarebbe un peccato dato che è il blog più figo che sia stato fatto intorno a fatti editoriali (non lo dico perché è mio).

ma qual è l’umore di questo blog, adesso come adesso?
incazzato, placato, assestato, stancato, o è… oltre?
di sicuro c’è poco da incazzarsi: il maniototo ha svelato tutto quello che c’era da svelare sulla personalità degli editeuri e dei pagautori.
placato assestato stancato nemmeno.
quindi è oltre.
cioè tranquillo: se volete sapere qualcosa chiedete pure, ma non ve ne frega niente.

poi quelli che girano intorno alle università possono pure fare le ricerche e i convegni, e sancire qualche boiatina che suona statistica, ma la verità sta qui dentro e lo sapete.
qui si parla chiaro, là son pippe da esibizione. « Leggi il seguito di questo articolo »

Letture da uno sconosciuto

giugno 18, 2015 § 2 commenti

non accettare letture da uno sconosciuto mi diceva la mamma.
e io correvo da una mano tesa all’altra, sfuggendo al richiamo.

non accettare letture dagli sconosciuti ripeteva dubitando della mia osservanza.
ma io non avevo bisogno di conoscerli quei munifici palmi.

da debita distanza tiravo il collo, senza trasgredire l’ammonimento.

Solo 100 libri

giugno 18, 2015 § Lascia un commento

dopo avere promesso mendacemente mari e monti, appena il pagautore alza la testa facendo notare tutte le falle della distribuzione, appena si accorge che l’ufficio stampa se ne sbatte le palle degli occhi di lui, e pretende che la casa editrice agisca, la risposta tonante dell’editeuro è:

“non gli abbiamo venduto la casa editrice, solo 100 libri!”

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    libro che alla sua uscita invade le librerie (soprattutto di catena) e che i lettori farebbero bene a evitare come la peste

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    nella scelta dei libri da pubblicare si basa su un solo criterio di valore: l'autore paga/l'autore non paga

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    contratto tipo, zeppo di promesse immantenibili, che il traspirante scrittore riceve in automatico non appena invia un vanoscritto a un editeuro

    schizoeditoria
    allude alle caghe editrici il cui editeuro pubblica libri orrendi (senza averli mai letti e schifandoli) solo perché gli scritteuri lo pagano. Ma che poi, quando arrivano in redazione dalla tipografia le prime copie stampate, tali libri lo eccitano come un ragazzino e li dispone meticolosamente in ordine sui suoi scaffali

    scorie editeuriali
    le orde di libri che gli editeuri vorrebbero (ma nemmeno troppo) riversare nelle librerie per far contenti i loro pagautori

    sindrome del libro fantasma
    ne soffre ogni libro di pagautore che sognava di diventare presto un bestseller mentre invece i librai ne ignorano perfino l'esistenza e si rifiutano di ordinarlo con le scuse più varie

    sindrome del benefattore
    ne soffre ogni editeuro che si convince di dover incassare, dopo il denaro, anche la gratitudine incondizionata dei pagautori

    scritteuri
    sin. di pagautori

    scrittori seriali
    soggetti affetti da grafomania che sommergono case editrici e agenzie letterarie con i loro canoscritti

    spremi letterari
    premi letterari a pagamento

    traspiranti scrittori
    sudano sette camicie per diventare scrittori, ma visti i risultati si rassegnano al destino di pagautori

    vanoscritto
    inedito che lo scrittore manda, senza saperlo, a un editeuro

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