Una notte in caga editrice: il c-plot #4

aprile 21, 2011 § Lascia un commento

avete bisogno di ripassare le puntate precedenti?
ecco qui: prima, seconda, terza

Polonio inspirò profondamente e lesse d’un fiato l’incipit del suo romanzo come appariva nella nuova versione di erminia.

Il morto era davvero morto?
Che fosse stato fatto a pezzi e che i pezzi fossero ora disseminati lungo le due principali vie della città – dentro le fioriere comunali – era di per sé indizio sufficiente?
Se lo chiese stancamente – a voce alta – il commissario Bonvicini, un altoatesino altissimo e pallidissimo – no, cadaverico – che si vestiva come un metallaro e che mentre osservava i resti umani nelle fioriere insultava i giardinieri comunali per il pessimo stato in cui versavano le piante.
I suoi sottoposti si guardarono incerti e preoccupati. Il commissario manifestava turbe da un po’ di tempo, ma ora sembrava pronto per una lunga vacanza. Forse per la pensione. Per l’ospizio, rincaravano i più maligni.
Non potevano sapere che Bonvicini era un vampiro e che quel giorno il suo sesto senso gli suggeriva che lo stato di morte di quel povero disgraziato era solo temporaneo, che presto una forza maligna avrebbe ricucito insieme e dato vita (anzi, non-vita) a una nuova creatura che avrebbe girovagato per l’eternità seminando terrore.

polonio si sbottonò il colletto della camicia e rimase a fissare il nulla.
svuotato.
il cuore oscurato da grosse nuvole nere.
in un foglio allegato trovò queste note esplicative:

“basta con i commissari meridionali! e poi a chi interessano più i gialli di indagine? ormai è un genere lettarario consunto, camilleri e gli svedesi hanno fatto scopa e pulito il tavolo. bisogna invece cavalcare l’onda del vampirismo, rivolgersi ai teenagers che vestono sempre di nero. alimentare la morbosità. istigare la censura a censurare per far parlare di sé.”

come aveva potuto illudersi che quella ragazzina con quell’aria spocchiosa e antipatica (e vestita tutta di nero e teschi) fosse la persona che cercava? doveva essere proprio disperato.

sì, era proprio disperato, confessò a se stesso.
ma non abbastanza da arrendersi. la sua ricerca doveva iniziare da capo.

(…continua, purtroppo per polonio…)

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