Clinica editeuriale

maggio 13, 2011 § Lascia un commento

Intanto la domanda fondamentale: una persona che scrive quelle schifezze lì perché lo fa?
non è una domanda gratuita, ve lo chiedereste anche voi se vedeste quello che scrivono, che poi stampano, che poi infilano in una busta e che infine vi spediscono.
tenete presente che non li obbliga nessuno a farlo.
che fanno lavori che non c’entrano niente.
che hanno poco tempo libero come tutti.
e che a scuola nessun professore di italiano si è mai sognato di incoraggiarli.

perché diavolo lo fanno allora? perché questa invasione di canoscritti?
c’è qualcosa che scatta nella testa di questi scrittori seriali e gli dice:
scrivi scrivi scrivi.
ricordate quel serial killer che sentiva il suo cane ordinargli: uccidi uccidi uccidi?
che sia la tastiera del computer che gli ordina: pigia i miei tasti, pigia i miei tasti, pigia i miei tasti?
avete la pelle d’oca, adesso?
cominciate ad afferrare?

lasciamo perdere quelli convinti che il loro libro spopolerà nelle librerie scalzando nel giro di un mese camilleri dalle vetrine.
l’insensato miraggio del successo può essere una risposta sensata.

ma gli altri, perché sfornano canoscritti senza capo né coda uno dopo l’altro?
cosa vogliono dire a chi?
sono “abitati” da alieni che cercano di parlarci attraverso i loro libri?
no, quelle storie sarebbero improbabili in qualunque galassia.

e che succede poi? avete capito dove sto andando a parare?
che da scrittore seriale a scritteuro il passo è breve.
e diventare pagautore seriale è un tutt’uno.
ma queste persone vanno seguite in qualche modo, non possono essere lasciate a loro stesse.
vanno aiutate.
e a quel punto siete fregati, perché è da voi che li manderanno: da voi editor.

una caga editrice è una clinica, e voi siete l’infermiere pagato per dire: il suo romanzo gode di ottima salute.
“magari tenga, gli dia giusto questa aspirinetta perché forse ha un principio di raffreddorino.”

quando invece avrebbe bisogno di un trapianto totale: di trama.

tutta questa ardua speculazione solo per prepararvi al prossimo c-plot intitolato:
“l’invasione degli ultra-canoscritti”.

sarà molto peggio di quanto il titolo lascia presagire.
garantito.

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