Lo scrittore seriale da Grande Slam

luglio 4, 2011 § Lascia un commento

vi do una notizia che non è buona da qualunque lato la si guardi:
gli scrittori seriali sono tanti.
non solo: sembra che aumentino.

non avete modo di accorgervene, ma spesso sull’autobus sarete spalla a spalla con uno di loro.
statisticamente deve accadere.
non sono bei pensieri, lo so.

no, non potete riconoscerli perché leggono, non hanno mai un libro in mano.
loro i libri li scrivono!, mica li leggono.

la casistica è ampia e variegata.
e le degenerazioni all’ordine del giorno.
perché la grafomania patologica si declina in vario modo, come state cominciando a capire.

voglio qui prenderne in esame una specie in cui vi è una proporzione diretta tra velleità dei contenuti espressi e pretese di successo letterario annesse.

parlo dello scrittore seriale affetto dalla sindrome del grande slam.
suona brutto, lo so, ma è anche peggio una volta spiegato.

sua peculiarità è dedicarsi a un diverso genere letterario ogni volta che grafomaniope, musa ispiratrice dei canoscritti, lo possiede.
come un tennista che debba trionfare su tutte le superfici per essere davvero un campione.

e allora eccolo esordire con un bel romanzo di formazione (immancabile, leggete qua se vi siete dimenticati).

poi sfornare un astruso polpettone fantascientifico, estremizzando la tecnologia che l’uomo userà nel futuro, e rifugiandosi nell’illogico e nell’incomprensibile come se fossero spia di illuminata visionarietà (di solito questo scrittore seriale è affetto da analfabetismo tecnologico, ma cosa volete che sia? un bel mix tra blade runner e matrix e via, scoglio superato).

passa naturalmente per il giallo, quasi sempre animato da serial killer che se la prendono con le donne.
o, se è in vena, un più elaborato thrillerone affaristico, che tocchi stato, criminalità organizzata e collusioni varie.

effettua un’incursione nel romanzo storico, ultimamente gettonatissimi roma imperiale e l’ottocento.
in crescita l’antica grecia.

ormai è un must buttarsi anche sul libro per ragazzi, che va forte, e allora ecco la storiella, ravvivata dai disegnini del figlio di dieci anni (“chi saprebbe andare meglio incontro ai gusti dei ragazzini di 10 anni?” in effetti, non fa una piega).

finito?
nemmeno per sogno.

ormai dilagante il canoscritto di viaggio, come ricorderete (chi non ricordasse clicchi qui).
è sufficiente che lo scrittore seriale in questione si sia affacciato a una meta minimamente remota e ci serve il suo itinerario, tutti i suoi incontri e l’immancabile galleria fotografica.
ultimissimo trend: viaggi fatti in moto, in bici o in barca (ma anche quelli a piedi sul versante pellegrinaggio).

difficile rinunciare anche a una bella storia che tocchi un tema attuale.
fino a non molto tempo fa spadroneggiava il dramma delle prostitute schiave, dove il protagonista è un cliente che, impietosito, partecipa al loro dramma e tenta di riscattarne una con esiti variegati.
ma ormai vanno più forte i viaggi della speranza e le badanti.

ed ecco qua servito un vero scrittore a tutto tondo, pronto per essere incoronato dal pubblico.
be’, che aspettate?

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