Test per traspiranti scrittori: l’incipit da rovinare

luglio 7, 2011 § 8 commenti

pensavo di fornire gratuitamente un servizio.
incipit molto promettenti da rovinare irreparabilmente.
ho notato che l’inizio della maggior parte di ciò che viene scritto dai traspiranti scrittori è una vera schifezza, che trascina sulla stessa china tutto quel che segue.
allora facciamo così, vi metto alla prova.
vi regalo un incipit della madonna.
se continuandolo lo rovinate, siete un traspirante scrittore doc-m (denominazione di origine controllata dal maniototo).
e tutti sapranno che non produrrete mai altro che canoscritti.

ci state?
massì, dai.
ecco il primo.
vi do anche il titolo:

luko, il diavolo che ride.

ecco l’incipit:

ci provereste con una ragazza che ha gesù cristo come sfondo del cellulare?
pensateci, non rispondete troppo in fretta.
per luko, prete e assassino, non fa alcuna differenza. anzi, pensa che possa essere una facilitazione.
abito nero che struscia per terra, anfibi ancora più neri appena visibili quando l’abito svolazza, luko ha un segreto che esibisce solo a se stesso ogni sera, davanti allo specchio: un diavolo che ride a crepapelle, tatuato sull’inguine rasato.

ok, palla vostra adesso.
sprecatelo irreparabilmente da par vostri.

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§ 8 risposte a Test per traspiranti scrittori: l’incipit da rovinare

  • Stefano Costa scrive:

    Ciao editor in maniototo,
    devo dire che è da un po’ che seguo il blog, lo trovo molto divertente soprattutto per quanto riguarda le avventure di Sottiletta.
    Dai cerco di far deflagrare l’incipit in un vero canoscritto, vado:

    Iuko, il prete-assassino, è tale (cioè assassino) perché – a seguito di una lettura eterodossa dei Testi Sacri – ha appreso che ogni santo cristiano serba nel suo curriculum vitae almeno un omicidio per poter divenire tale (cioè santo cristiano).
    Approfondendo gli studi capisce che chi più commette atti criminali, più ha possibilità di divenire santo… vivendo praticamente in un mondo di potenziali santi, capisce che la concorrenza – per salire al massimo grado di venerazione – è spietata…
    Da qui il suo tentativo di adescare la ragazza con Cristo sullo sfondo del cellulare… sarà facile per lui ucciderla?… o avrà anche lei frequentato i suoi stessi studi?…

    La prossima puntata a te, nel maniototo…

    (da edito a editor, s’intende)

  • Stefano Costa scrive:

    Ops, piccolo refuso degno di ogni traspirante scrittore: volevo scrivere “da editor a editor, s’intende”
    Se ci sono altri refusi sono da imputare all’inalienabile natura approssimativa che solo un autentico canoscritto è in grado di sfoggiare.

  • ciao editor, allunghiamo allora quest’incipit, perché la sfida per i traspiranti scrittori diventi ancora più sugosa:

    la ragazza smanetta col cellulare, comodamente seduta nell’autobus stracolmo. sembra sudamericana, forse brasiliana. ha meno di vent’anni.
    quando manda un sms, sullo schermo ricompare cristo.
    luko sa che quando sono sedute è più facile avvicinarle, si sentono in una condizione di maggiore sicurezza. qualche volta è il senso di colpa per occupare posti cui altri avrebbero più diritto. i preti, ad esempio. ma quando i preti sono giovani non ne sembrano sicure, e la loro confusione, la loro esitazione è per lui preziosa, una breccia perfetta.
    luko sa che sotto la veste nera il suo diavolo adesso ride. gli piace mettere a repentaglio il segreto della sua esistenza. finora nessuno che l’abbia visto è mai sopravissuto.

  • Stefano Costa scrive:

    A Iuko non sfugge che chi viene dal Brasile è, nella maggior parte dei casi, molto religioso. “Sì, può essere una preda facile”, pensa il prete-assassino mentre lei cerca di alzarsi per cedergli il posto, ma è impacciata a causa delle persone schiacciate di fronte a lei, una goccia di sudore le cade sullo schermo del cellulare, Iuko inizia ad aver un’erezione che imbarazza la vecchietta al suo fianco.
    La ragazza riesce, in fine, a mettersi in piedi. “Ecco – pensa Iuko – devo ringraziarla per la cortesia, l’avvicinerò così”. In quell’istante l’autobus si ferma, Iuko realizza troppo tardi che lei non voleva lasciargli il posto, ma scendere. La vede andarsene e, solo in quel momento, nota che è in compagnia di un altro prete… prima che le porte si chiudano riesce a saltare fuori dal mezzo: “Devo seguirla – pensa Iuko – devo riuscire a farle vedere il mio segreto…”

  • Eh ma così è troppo facile: metti insieme un assassino a sfondo sessuale, almeno una donna e uno sfondo vagamente mistico e il rischio di canoscritto si moltiplica a dismisura!🙂
    Aspetta aspetta, il tocco di genio: alla fine del libro il protagonista si sveglia e si rende conto che era tutto un sogno, ma non capisce come mai si trova un diavolo che ride tatuato sull’inguine. Questo sì è bruciare le potenzialità!

  • per il primo test mi sembrava giusto restare sul facile, non volevo scoraggiare i traspiranti scrittori. quando spariranno assassini e vittime dalle prime righe, allora sì verrà fuori la maestria di chi davvero è votato alla canoscrittura.

  • Stefano Costa scrive:

    Concordo con entrambi, sia per il discorso sull’assassino (mistero, mistero, mistero… è questa la parola d’ordine di ogni canoscritto), sia per l’inserimento della donna e del diavoletto sull’inguine (un po’ di sessualità non la si rifiuta mai) e poi il finale proposto da correttrice di bozze, alla fine era tutto un sogno, è così “traspirante” che mi vengono le lacrime dall’emozione…

    Spero di essere stato abbastanza “traspirante” anch’io…

    Solo speravo intervenisse qualcuno in più…

    Ciao, e buona traspirazione…

  • avanti piano, è meglio.
    sono esperimenti con un certo grado di pericolosità.
    i traspiranti scrittori sono ordigni dormienti pronti a deflagrare in trame impensabili.
    ricreare qui in serra rende solo pallidamente l’idea.

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