L’editeuro e la sindrome del benefattore

dicembre 15, 2011 § Lascia un commento

credo che dovreste saperlo.
generalmente gli editeuri soffrono della sindrome del benefattore.

il male si manifesta in questo modo:
l’editeuro si convince di dover incassare, dopo il denaro, anche la gratitudine incondizionata del pagautore di turno.
a vita, naturalmente.

cioè: prima gli chiede soldi per pubblicare una schifezza che spregia e non leggerebbe nemmeno se obbligato dal dottore, e subito dopo pensa che quello stesso pagautore debba venerarlo per avergli concesso il privilegio di trasformare nel tanto desiderato volume di carta il suo canoscritto.
poco importa che non abbia mantenuto le promesse previste dall’accordo di distribuire il libro su tutto il territorio nazionale, di promuoverlo tramite il suo mufficio stampa e di inviarlo a una selezione di spremi letterari.
oltre naturalmente a non avere affatto stampato la tiratura minima che si era stabilita.

la conseguenza più immediata di questa sindrome è la ferma volontà dell’editeuro di non voler liquidare al pagautore le royalties sulle sparute vendite realizzate.
le richieste vengono lasciate cadere sistematicamente nel vuoto, o vengono rimandate a miglior momento lamentando la crisi dell’editoria, il nobile ma poco redditizio ruolo del piccolo editore, e via di questo passo.

quando il pagautore inizia a svegliarsi e invia lettere seccate e perentorie, invitando al rispetto del contratto di edizione, il disappunto dell’editeuro cresce a dismisura.
“come osa pretendere dei soldi, che faccia tosta!”
e lo fa penare ancora a lungo, scoraggiandolo in questo modo dal proseguire nelle sue richieste, disgustandolo di un simile, meschino braccio di ferro.

“chissenefrega del suo avvocato! tanto non gli conviene farci causa per cifre così irrisorie, sono solo minacce cui non seguirà nulla” tuona poi di fronte alle intimidazioni dei più agguerriti, che osano perfino trattare i propri crediti come una questione di principio.
generalmente è così, affidarsi a un avvocato per poche decine o poche centinaia di euro non conviene, ma in qualche caso la tigna del pagautore la vince, soprattutto quando ha parenti avvocati.
e allora l’editeuro si ritira in buon ordine e paga, elargendo il bonifico bancario tanto sospirato.

piccole sconfitte che non intaccano la sua sindrome del benefattore.
è già pronto a proporre un nuovo contratto a un povero traspirante scrittore, per farne una sua ossequiente creatura.
proiettandolo finalmente nell’empireo degli scritteuri.

ma in fondo l’editeuro fa proprio il gioco del pagautore, per questo è un benefattore.
davvero non capite?
fingendo di essere un editore fa sì che anche l’altro possa fingere di essere uno scrittore.

…e pubblicarono tutti felici e contenti.

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