Dagli giù a quel giuda del booksblogger

ottobre 8, 2012 § 2 commenti

eh certo, come no?
vi sarà capitato di leggere qua e là ultimamente articoli che tirano bordate al mondo delle recensioni online di libri.
usiamo la parola booksblogger? e usiamola, via!

si parla di cose che senz’altro esistono: scrittori che sotto nick si autoincensano, scrittori che sotto nick si infamano a vicenda, mestieranti del web prezzolati cui viene indicato quale libro portare alle stelle o sei piedi sotto terra, malafede generica, incompetenza, invidia, accanimento patologico, banalità, volgarità.

per cui ho letto con interesse questo pezzetto targato Giornale della Libreria:
http://www.giornaledellalibreria.it/VIS/Pubbliche/VIS_News.aspx?IDUNI=yt3qczeuaenz5ltnbxkjtbss7611&MDId=7195&Skeda=MODIF304-1129-2012.9.25
(piccolo consiglio al GdL: ragazzi, magari sarebbe il caso di lavorare un po’ sui vostri permalink, che ne dite?)

non è niente di che come nello stile del GdL, solo un riassuntino delle puntate precedenti tanto per esserci.
però, esattamente come altrove, si tralascia di dire la verità sulle recensioni provenienti dalla carta stampata, che come potete leggere tra le righe di questi articoli sono tutte sante.

e si chiude con questa bella lapidaria affermazione:

“anche l’acquisto di un brutto libro, spacciato per un capolavoro, è da considerarsi frutto di una frode. né più né meno.”

allora che diventi reato anche quello del giornalista di nome che recensisce solo gli amici, gli amici degli amici, i soliti libri noiosissimi dei marchi potenti e degli uffici stampa ammiccanti.
perché loro sono pure peggio: prendono uno stipendio da un giornale per fare meschini favori privati.

per cui non serviranno, come si indica, cacciatori di taglie.
semplicemente la credibilità e l’affidabilità di una voce deriveranno dalla capacità di chi scrive di guadagnarsele.

altrimenti, prima, i cacciatori di taglie mandateli nelle redazioni dei giornali e facciamo un po’ di pulizia lì.
che il buon esempio è sempre la migliore guida verso l’onestà.

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§ 2 risposte a Dagli giù a quel giuda del booksblogger

  • Alessandro Madeddu ha detto:

    Il bello della rete: offre spazio pure a chi parla male di lei.

  • achab ha detto:

    Diciamo che il pezzo del Giornale della Libreria, pur non riuscendo a celare la propria diffidenza, provava a mantenersi oggettivo, riportando i termini di una questione emersa altrove.
    Sicuramente non sono quelli i modi, e soprattutto non è quella la consapevolezza con cui può essere affrontato questo che realmente è un problema.
    La rete rispecchia una serie di tendenze che appartengono al mondo della carta stampata: recensioni pilotate, autoincensature e stroncature maliziose. Cose che si trovano, spesso, sul web, ma che esistono da tempo anche nel mondo “reale” (che differenza c’è tra uno scrittore che si recensisce favorevolmente in un blog, coperto da pseudonimo, e l’ufficio stampa della casa editrice che passa la giornale la recensione positiva per il proprio autore?).
    Dall’altra parte la rete possiede una libertà di movimento e di iniziativa che la carta stampata non può concedere (a partire dal banale fatto che non si mette in piedi una rivista senza fondi…). Il bello, e la sfida, sta allora nell’individuare nella rete, non le repliche di quanto esiste già nel purtroppo spesso autoreferenziale mondo del giornalismo culturale, bensì le buone pratiche, quelle che provano a smarcarsi da logiche di consorteria e dalle dinamiche delle pubbliche relazioni, provando a fare un discorso onesto (a tutti i livelli di possibile ricezione) sul mondo dei libri e, ancora più interessante, sull’intero sistema culturale italiano.

    Il gruppo di lit-bloggers che ha messo in piedi l’iniziativa #LitBlogStorm agisce proprio con questo intento: mappare e indagare le dinamiche della blogosfera letteraria italiana per vederne vizi e virtù. è un’iniziativa dagli obiettivi ciclopici, ma solo cominciando a fare un lavoro simile si può pensare di invertire la tendenza del pensiero diffuso (che si riflette in articoli come quello segnalato da Editorinmaniototo) e di ritagliare un nuovo e rilevante ruolo alla scrittura critica in rete.

    Segnalo qui i luoghi in cui se ne è cominciato a parlare e, ringraziando editorinmanitoto, invito a proseguire il dibattito qui e altrove

    http://labalenabianca.com/2012/10/03/litblogstorm-navigare-a-vista-verso-la-tempesta-perfetta/

    http://www.conaltrimezzi.com/2012/letteratura/cronaca-letteraria/litblogstorm-alla-ricerca-della-tempesta-perfetta/

    http://www.sulromanzo.it/blog/litblogstorm-l-ordine-nel-caos

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