Concorso “Il libropardo”: ovvero Faranno finta che nell’editoria tutto cambi, per lasciare tutto esattamente com’è

dicembre 2, 2012 § 4 commenti

chissà com’è, ma mi è sembrato che i tempi fossero maturi per un concorso maniototico.
in questo momento di passaggio dell’editoria, sospesa tra mille apparenti cambiamenti quando invece non sta succedendo assolutamente nulla (la gente scrive come scriveva prima, i lettori latitano, le istituzioni preposte se ne fregano, gli editeuri non hanno cambiato di una virgola il loro modello stolto di business, i redattori fanno la fame, gli stagisti proliferano, i grandi roeditori fanno solo i loro porci comodi) mi sembra che caschi a fagiuolo un bel concorsetto.
ecco allora “il libropardo”: ovvero, faranno finta che nell’editoria tutto cambi, per lasciare tutto esattamente com’è.

comunque sia, schematizzando, ecco il suo funzionamento in breve.
se avete domande sono qui:

cos’è? (e perché?) “il libropardo” è un concorso a scopo benefico il cui scopo benefico è quello di mettere gli scrittori pagandi di oggi davanti a uno specchio sperando che questo li possa aiutare a riflettere oltre che a riflettersi. perché anche loro dovrebbero darsi una mossa e cambiare, mica possono stare lì a scrivere sempre le stesse lettere di presentazione, ognuno ci metta del suo!

chi può partecipare chiunque, a me cosa volete che cambi?

cosa bisogna fare? scrivere la lettera ideale che uno scrittore italiano autodefinentesi emergente oggi dovrebbe inviare a una caga editrice per presentare il proprio inedito (predestinandosi cioè a diventare un pagautore). magari cerchiamo di stare nelle 1000 battute al massimo, spazi inclusi o esclusi a scelta, ma non verranno cassati slanci più abbondanti se ispirati

partecipare ha un costo? ma guardate che non è mica il festival dell’inedito!

la giuria non esiste una giuria salvo che non mi si consideri a me tale. per scongiurare questa incombente figura dispotica accetto comunque candidature, o potrei perfino proporle attivamente, per cui stateve accuorti

premi e che volete che vi dia? avete tutto, siamo nel consumismo. casomai un po’ di roba la dovreste buttare, così vivere in un microminilocale non vi sembrerà più impossibile. a proposito, avrei bisogno di un divano comodo se vi avanza

scadenza boh, facciamo fine mese? ok? se poi siete pigri proroghiamo quanto basta. chi ci corre dietro in fondo?

promozione per favore diffondete il concorso, grazie. ecco fatta la promozione

dimenticavo potete spedire i vostri elaborati elaborati (il primo è aggettivo) a maniototoexp (at) gmail.com

tranquilli, niente panico, faccio un esempio affinché anche i meno addentro alla materia capiscano. ecco due finte lettere di presentazione che potrebbero in teoria partecipare al concorso “il libropardo” (non certo vincerlo, però: insomma cercate di fare meglio):

rispettabilissima casa editrice,
sono un ragazzo di circa 24 anni che ha un sogno nel cassetto: pubblicare un libro. (mio però, beninteso, non di chicchessia)
nello stesso cassetto ho anche tre romanzi dei quali due inediti. il primo l’ho scritto a nove anni, ed è la storia di un bambino americano che vuole talmente viaggiare nello spazio che un giorno, durante una visita a cape canaveral con la scuola, si nasconde nella stiva di una navicella spaziale e riesce così a realizzare il suo sogno. non voglio però proporvi questo romanzo, che considero un po’ datato e poi l’ho già pubblicato con un altro editore (edizioni il figo, 2010). vi allego invece a questa mail (scusate se non lo stampo, ma le cartucce della stampante sono molto care) un altro romanzo, ineditissimo, che si configura come romanzo di formazione. è la storia di un idraulico che riparando un guasto in un fatiscente appartamento affittato in nero e a caro prezzo a uno studente di sociologia scopre dietro la parete di un bagno un vero e proprio tesoro. impossessarsene non sarà però facile, perché sulla sua strada si frappone il padrone di casa, che, tirchio com’è, non intende pagare la riparazione allo studente e preferisce lasciargli il water rotto (dicendo: “dai che voi studenti avete mille risorse, chiedi di usare il loro ai tuoi dirimpettai che son dei fricchettoni come te”).
nella speranza che la lettura si riveli piacevole, vi rivolgo i più sentiti complimenti per le vostre belle collane editoriali e per le copertine che apprezzo molto.

poi quest’altra:

Ciao editore, ti mando il mio romanzo. Scusa se ti do del tu ma è che sono più vecchio di te. Da 40 anni mando i miei libri a te e agli altri, e come vedi sono ancora qui a farlo. Ne ho visti di marchi passare sotto le stelle. Tanti non ci sono più, nemmeno quelli che chiedevano i soldi per pubblicare. Sai benissimo anche tu che adesso potrei autopubblicarmi, ma, come dire, sono uno all’antica, per cui ci riprovo anche con te. So che mi chiederai di comprarmi un po’ di copie del mio libro, e ti starò perlomeno a sentire, però tu ricordati che potrei fare tutto da solo. E poi magari ti accorgerai che sono davvero bravo e potrei fare la tua fortuna. Un saluto da Rocco White (ovvero dal mio nome d’arte destinato alla fama).

qualcuno dirà: ancora a sfottere gli aspiranti (traspiranti, qui) scrittori? che noia!
e invece no, nessuna noia.
le loro lettere di presentazione restano la cosa migliore che scrivono, per cui meritano una vetrina, una monografia.
ma soprattutto, essendo l’innesco di un meccanismo, meritano che ci si rifletta sopra.
niente verità, però, solo simulazione: le lettere devo essere false.
tanto la verità supera la fantasia come sapete bene.
per cui chi volesse mandare roba vera può farlo, tanto sembrerà fasulla.

ho detto tutto?

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§ 4 risposte a Concorso “Il libropardo”: ovvero Faranno finta che nell’editoria tutto cambi, per lasciare tutto esattamente com’è

  • OGGETTO: Umile invio di manoscritto.

    Spettabile Casa Editrice S.r.l., filiale italiana della Spettabile Realtà Industriale S.p.A., registrata in Congo Belga, con sede a Londra e conto alle Cayman,

    Vengo con questa mia a presentare all’egregio RSI (responsabile selezione inediti) il mio nuovo anti-romanzo (o non-romanzo, se l’egregio RSI preferisce tale terminologia, che è egualmente à la page): “La stola del prete lumaca che masticava gomme americane durante uno slittamento semantico dal significato al significante”.
    In quanto anti-romanzo, lei m’insegna, egregio RSI, “La stola” non ha una trama, non ha dei personaggi, non ha uno sviluppo, un epilogo, un prologo, e io stesso (che solo apparentemente ne sono l’autore, mentre ne sono la vittima, almeno presunta, perché ho tentato fino alla fine di far parlare ciò che è muto) faccio fatica a scorgervi un argomento, quale che sia.
    Ma “La stola” è, proprio in quanto tale, quello che molti critici più sofisticati definiscono – sempre lei mi insegna – il testo di una non presenza (totalmente altra dall’assenza) di molteplici fattori fra loro intercorrelati, gerarchizzati (ma non gerarchizzabili dall’uomo, dalla scrittura, dai trattini o dalle parentesi), il cui fine ultimo è dimostrare l’impossibilità di dimostrare l’assenza di fini ultimi, dimostrazione che quindi si configura come una non presenza, della quale dicevo prima.
    Nella remota speranza che il mio anti-romanzo possa attirare l’attenzione di un’editrice all’avanguardia come la vostra, e di un RSI puntiglioso e colto come lei, approfitto dell’occasione per mandare alla Signoria Vostra i miei più cordiali saluti e auguri di buon Natale (sapendola, come me, refrattario a ignominie politically correct quali “buone feste”, così borghesi, extraparlamentari, e sinistroidi).

    Insopportabilmente suo,
    Alo M.

  • Beh, direi che il concorso parte col botto. Grazie Madeddu. A chi passa la palla?

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