EAP, o dello sfruttamento come riflesso condizionato

dicembre 18, 2012 § 2 commenti

ormai sapete della schizofrenia degli editeuri.
il fatto di mandare in stampa oggetti libriformi li illude di essere editori.

a cosa conduce questa allucinazione?
a una fregatura doppia per i redattori, guarda un po’ che culo e che novità.

vi spiego.

sapete bene che la piccola editoria sfrutta i lavoratori per sostanziale mancanza di alternative, anche nei casi virtuosi.
sfruttamento e autosfruttamento sono ormai sinonimi di lavoro culturale.
il motivo: fondamentalmente i ricavi derivanti dalle vendite dei libri non sono in grado di coprire i costi necessari a produrli ma soprattutto distribuirli.

hic sunt squalos, infatti.
sapete ormai perfettamente che la filiera del libro è assassina.
l’intermediazione è peggio dell’orca.

ma zummiamo sull’editeuro che, ricordiamolo, è solo un commerciante: i suoi oggetti libriformi non incorporano un rischio d’impresa specificamente editoriale.
detto rischio si esaurisce nella eventualità di non convincere più i polli a farsi spennare.

e quindi?
perché allora anche i suoi redattori, soprattutto quelli esterni, guadagnano cifre miserevoli?

presto detto:
arrivando a confondere se stesso con un vero editore, per essere credibile di fronte al proprio inconscio l’editeuro si deve allineare anche alle cattive abitudini salariali dell’altro (l’editore).
che se però là hanno un motivo di essere e spesso sono dolorosamente perpetrate, nel suo caso a che sarebbero dovute?

nel caso dell’editeuro si configura come riflesso condizionato: “credo di essere un editore quindi sfrutto anch’io” diviene il suo motto.
sono o non sono furbi questi editeuri?

basterebbe chiedere al pagautore abbastanza denaro da remunerare a dovere tutti quelli che lavoreranno sul suo libro.
dopotutto dato che costui vuole appagare la propria ambizione mettendo in circolazione un oggetto libriforme col suo nome sopra, perlomeno che pagasse il disturbo a tutti, no?

no, invece.
e sapete un altro motivo?
perché essendo che gli editeuri si sono moltiplicati, è scesa anche la tariffa di un libro eap.

coi taxi non funziona, porca vacca, invece qui sì.

insomma, per essere competitivi gli editeuri devono abbassare i preventivi, e indovinate chi è che si vede immediatamente decapitare la remunerazione?

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§ 2 risposte a EAP, o dello sfruttamento come riflesso condizionato

  • LaLeggivendola ha detto:

    Uhm.
    M’intristisce più la condizione del mercato editoriale vero o la metastasi degli editeuri? Che poi per loro la crisi è improbabile, visto che i loro introiti si basano su un tipo di vanità che non diminuisce mai…
    … spirito del Natale, vieni a consolarmi.

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