Pagautori e insegnanti, ovvero come antipromuovere la lettura

dicembre 19, 2012 § 12 commenti

gli insegnanti son quelli che dovrebbero aiutarci ad amare la lettura, no?
non mi sembra eretico sostenerlo.

giusto?

e allora me la canto, così spazziamo via qualche altra candida illusione.
sappiate che in giro ci sono tantissimi pagautori che nella vita fanno gli insegnanti.
scuola elementare, media, superiore, università.
di ogni grado e livello, come suol dirsi.

ho visto passare tutta la sfilza.
la loro missione?
uccidere la letteratura e la voglia di leggere degli studenti.

perché diventano pagautori?
ambizione, frustrazione, noia, troppo tempo libero?
chissà.

fatto sta che prima si lamentano di essere pagati troppo poco, e poi buttano fior di soldi nell’eap.

alle presentazioni dei loro libri trovano spesso posto i loro alunni.
magari non in massa, ma qualcuno ci va.
ci deve andare, probabilmente.
e compra il libro del suo insegnante perché non può esimersi.

non è terribile da sentire?
non è come baciare in bocca una lucertola?

loro, gli educatori, che dovrebbero incarnare la retta via, l’assennatezza, perfino l’umiltà e il buon senso, che fanno invece?
cadono nella rete degli editeuri, si fanno spennare soggiacendo placidi alle lusinghe di chi dichiara falsamente bello il loro romanzo.

e poi che fanno, per calarci l’asso sopra?
lo rifilano da leggere ai loro alunni!
lo fanno pagare anche a loro!

ah, che tragica lezione di vita.

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§ 12 risposte a Pagautori e insegnanti, ovvero come antipromuovere la lettura

  • Non è come baciare in bocca una lucertola, perché le lucertole sono simpatiche, non insegnano e non finanziano gli eap🙂 (Poveri studenti…)

  • LaLeggivendola scrive:

    Educateuri, quindi.
    … chiedo venia, mi è sfuggita.

  • Lorenza scrive:

    La realtà più vergognosa è che siano coinvolti gli alunni nell’acquisto. La prassi di vendere libri ai propri alunni risale ad almeno 50 anni, anche se difficilmente criticata, perché abbastanza comune nelle Facoltà universitarie, dove spesso tra i testi d’esame venivano e sono consigliati proprio quelli dei docenti, ma non è dato sapere se siano EAP.
    La storia di quanto accade non meraviglia, ma non per questo è meno grave a livello deontologico.
    Sono una Prof. in pensione, molto rattristata da tale mercato svilente.

    • La cosa più insopportabile è che rifilano ai ragazzi i loro insulsi romanzi. Magari un manuale sulla loro materia poteva perfino avere un’utilità. Ma questi testi di narrativa vogliono solo farli sentire scrittori, per risalire leggermente la scala socioculturale, e lenire una frustrazione inconfessata. Dovessi vedere come si affezionano subito al loro editeuro, perché il libro stampato a loro basta, generalmente non sono di quei pagautori che fanno rogne se poi nelle librerie non si trova granché. Loro ne stanno già scrivendo un altro, pronti a pagare un nuovo obolo per pubblicare anche quello e organizzare qualche altra bella presentazione. Alle fiere del libro, tante volte, si affacciano allo stand coi loro alunni a codazzo. E svariati di loro, poverini, si sentono in obbligo di acquistarlo, anche un po’ eccitati dall’evidenza che il loro prof sia uno scrittore, mica uno sfigato qualsiasi come tutti gli altri insegnanti…

  • Lorenza scrive:

    Deprime ancora di più il non poter fare niente per mettere in guardia i troppo giovani, le famiglie degli studenti; si vero, questa è una denuncia, ma chi è in grado di leggere questo blog ha già una sua opinione in proposito, pagante o non pagante.
    Forse un aiuto potrebbe venire dalle Case Editrici, naturalmente Non EAP, che dovrebbero sempre specificare in ogni libro pubblicato che : ” Questa Casa Editrice non fa pagare i propri autori per la pubblicazione dell’opera”. Sarebbe una pubblicità battente e continua, al fine di indurre il lettore a chiedersi il perché di quel trafiletto. Una riga di scritto in più non dovrebbe incidere sui costi, inoltre credo che sia anche nel loro interesse combattere questa storia degli autori paganti, che inflazionano l’editoria seria.

  • marcoparlato scrive:

    C’è anche un asso della manica, al quale ho assistito di persona: il romanzo è fortemente autobiografico, con riferimenti a moltissimi alunni, passati e presenti.
    Gli acquirenti, così, crescono in modo esponenziale.

  • marcoparlato scrive:

    *[l’asso della manica non può essere di Suez]

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