Parola di libraio

marzo 28, 2014 § 6 commenti

il vostro viaggio al termine della notte delle velleità letterarie umane si arricchisce di una casistica particolarmente odiosa.
griderete al tradimento e alla spregevolezza.
forse all’affronto definitivo, ultimo, perfetto.

e farete bene.

aprite le orecchie e sorbite fino in fondo dal calice avvelenato: anche i librai ricorrono all’EAP per appagare la loro fuffosa brama da romanzieri.
anche loro sfilano in processione ossequienti davanti agli editeuri, divenendo parte della pantomima che li vorrebbe scrittori.

sì.
tra gli scaffali della piccola libreria che amate, un posto di primo piano ce l’hanno i prodotti editeuriali del libraio-pagautore.
lo stesso che dietro il bancone recita da paladino della narrativa indipendente e senza macchia.

per consigliare il libro chissà se ricorre alla formula di rito: “anche se non lo avessi scritto io glielo consiglierei, si fidi”.
o se preferisce giocarsi l’asso solo coi clienti meno avvezzi, quelli che non lo possono riconoscere dal nome sulla copertina.

chissà se si spinge perfino ad ammantarsi di questo ruolo di scrittore per rivendicare maggiore autorevolezza nei suoi consigli letterari.

per rendere l’operazione più liscia ancora dell’olio (fattispecie: vasellina), ricorre talvolta a pseudonimo (variante: anglofono).
e il cliente è servito!
acquista il nuovo romanzo di uno sconosciuto ma “bravissimo” giallista americano.

considerate che per l’editeuro questo libraio con velleità da scrittore è il pollo perfetto: si sente perfino furbo mentre cede alle lusinghe dell’editoria a pagamento, potendo smaltire mimetizzandole sugli scaffali le copie che il contratto gli impone di acquistare.
di lì, come un carico radioattivo sepolto nottetempo in una ridente campagna, esse saranno rifilate a voi, sì voi, i fiduciosi clienti.

…vi ricordate del gatto e la volpe?

e non sperate che l’infezione sia circoscritta a un singolo luogo.
presso altre librerie cittadine ruffiane e bendisposte, i librai-pagautori saranno ospitati per la grottesca farsa delle presentazioni.
lì, a tessere le lodi dei loro canoscritti divenuti libri saranno giornalisti cortigiani o lo stesso editeuro, che del libro conosce vagamente la trama per averla ripassata poco prima sulla copertina.

nella speranza che il geloso libraio ospitante desideri ben presto non essere da meno del suo collega…

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