Leggere è un lavoro usurante #5

marzo 14, 2012 § Lascia un commento

Mi ricordo quand’ero ragazzo, che dei libri non me ne fregava niente. Poi qualcuno mi cambiava la vita. Non perché fosse un libro, avrebbe potuto essere qualunque altra cosa. Non sentivo l’invidia che sento adesso, anche se un po’ di livore cominciava a montare. Cercavo il piacere di leggere e lo temevo e schifavo, come fosse una schiavitù, un atto di prepotenza, una perversa forma di adescamento.

Adesso i libri belli non li posso più sopportare. Sento che nello stomaco mi monta qualcosa, non reggo più l’ansia di proseguire sperando che cada tutta l’impalcatura. Più sono belli, più li lancerei contro il muro. Vorrei vederli esplodere, portarli per strada al guinzaglio facendoli consumare un po’ alla volta sull’asfalto. Perché adesso sono uno scrittore. « Leggi il seguito di questo articolo »

Leggere è un lavoro usurante #4

marzo 13, 2012 § Lascia un commento

Ma quelli che preferisco sono gli uffici stampa. Adoro come li terrorizzo. Maledicono di dovermi dar retta, di non potermi scansare con esibita ripulsa. E allora gli chiedo le cose più assurde, gli chiedo di mandare il mio libro agli scrittori famosi, ai giornalisti importanti, agli inserti culturali che contano. E loro mi dicono di sì, mentre aspettano soltanto che io esca dalla porta per darmi del cretino, dell’illuso, del negato, del deficiente. Reggendo il mio libro con due dita come fosse un topo morto e facendolo precipitare nel cestino della carta sghignazzando da soli della bravata.

Avete mai letto un libro seduti sul cesso col naso a dieci centimetri da una vecchia lavatrice in funzione? Se mi parlano del posto ideale per leggere, a me il primo che mi viene in mente è quello lì: a dieci centimetri da una lavatrice in centrifuga che copre il rumore delle tue scorregge. « Leggi il seguito di questo articolo »

Leggere è un lavoro usurante #3

marzo 12, 2012 § 1 Commento

Io non rendo conto a nessuno. Mi scrivo un libro, lo mando a una casa editrice, vado a sentire le solite cazzate che i libri non si vendono, pago quello che devo pagare, e mi sento bene. Vaf-fan-cu-lo.
Mi diverte la faccia soddisfatta degli editori quando firmo. Alcuni credono che non solo beva le loro stronzate ma perfino che mi affezioni al marchio, se mettiamo li pago per fare due o tre libri.

Mi rendono allegro questi santuari pieni di carta, con questi ometti che si lamentano del mercato, della gente che non legge, dei librai che non sanno fare bene niente, delle fiere che non ci va nessuno. E intanto fanno gli editori per essere invitati ai convegni e sgraffignare qualche scopata alle grafomani suggestionabili. E a vendere i libri non ci provano manco per finta. « Leggi il seguito di questo articolo »

Leggere è un lavoro usurante #2

marzo 11, 2012 § Lascia un commento

Come se non lo sapessi.
Non potete pensare che mi senta ferito. Nei libri non ho mai detto la verità.
Ci avete fatto caso che sono il posto perfetto per mentire? E allora io ci do giù.

Prestateci attenzione. Siete mai andati alle poste, dal dottore, dall’avvocato? Dovete sempre scrivere quello che vogliono gli altri, riempire i puntini con le stesse cose noiose.
E poi vi insospettite per via che faccio i romanzi. Lì sono il padrone, mi scelgo un nome, vado con le donne che voglio, se c’è qualcuno che mi sta sul cazzo mi invento un balordo che colleziona teste e decido che un giorno vuole anche la sua. Voi che fate? Di nascosto passando strappate le foglie della sua felce sul pianerottolo delle scale? « Leggi il seguito di questo articolo »

Leggere è un lavoro usurante #1

marzo 10, 2012 § Lascia un commento

inauguriamo, volenti o nolenti che siate, una nuova categoria:
freakction.
o fiction un sacco strane.

la formula: frazionamento in puntate brevi e ravvicinate.
così non vi perdete.
potrei dilungarmi, nel preambolo.
ma vi sento fremere.

allora via: leggere è un lavoro usurante #1

Se c’è qualche bastardo che il mio libro non l’ha divertito che lo dica subito, non mi piacciono questi gufi che si tengono nell’ombra a schifarmi segretamente.
Sono uno scrittore, non mi aspetto di piacervi.
Scrivo e basta, non ho mai creduto di esservi utile. « Leggi il seguito di questo articolo »

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