L’invasione degli ultra-canoscritti #6 (la rivelazione finale)

giugno 28, 2011 § Lascia un commento

siete pronti per l’ultima puntata dell’invasione degli ultra-canoscritti?
mi raccomando, se avete bisogno di ripassare qualcosa ecco qui le altre puntate:
prima, seconda, terza, quarta, quinta.

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la mufficio stampa trovò i redattori affacciati alle finestre.
gli stagisti, seduti alle scrivanie, avevano il viso affondato tra le mani.
si udivano dei singhiozzi.

pochi giorni prima si sarebbe allarmata, avrebbe pensato che qualcuno si era buttato di sotto:
il direttore commerciale dopo avere visionato i dati di vendita?
o la donna delle pulizie sopraffatta dal caos che doveva governare?
ma ormai ci era abituata. « Leggi il seguito di questo articolo »

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L’invasione degli ultra-canoscritti #5 (l’anticipo)

giugno 22, 2011 § 1 Commento

redattori e stagisti fecero il loro ingresso in caga editrice mezz’ora prima dell’orario usuale di apertura.
incedevano lenti e sfatti, con l’occhio fisso.
una truppa di editor zombie.
si salutarono senza guardarsi, frettolosamente nonostante l’anticipo, come a glissare su una palese perdita di tempo.
accelerarono il passo poco alla volta nei pressi dell’uscio, con nonchalance.

la porta divenne il collo di un imbuto.
le cartelle di cuoio si incastrarono tra braccia, gambe, le une nelle altre. « Leggi il seguito di questo articolo »

L’invasione degli ultra-canoscritti #4 (L’asporto)

giugno 13, 2011 § Lascia un commento

la giornata proseguì senza che suono o commento violasse la concentrazione di redattori e stagisti.
nessuno recitò a voce alta passaggi così mal scritti da suonare comici.
nessuno sogghignò tra sé e sé lasciando intendere che razza di porcheria gli fosse toccata in sorte.
nessuno fece l’atto di lanciare il canoscritto nel cestino della carta grugnendo.

solo il buio diede la sveglia che la giornata lavorativa era terminata.
l’editeuro, dal canto suo, si era ben guardato dal sollecitare la chiusura della redazione, piacevolmente stupito che ci si trattenesse oltre l’orario dato che non erano previsti straordinari.

tutti si salutarono infilando furtivamente in borsa le pagine ancora da leggere del proprio canoscritto.
(per capire la gravità del gesto, va ricordato che era considerato tabù portarsi il lavoro a casa. veniva concesso solo agli stagisti, ma perfino loro dovevano insistere nel loro slancio da neofiti. normalmente non era ammesso dare un simile cattivo esempio.)
questa volta ognuno fece finta di non notare l’altro e le cartelle di cuoio si avviarono all’uscita pingui del loro fardello. « Leggi il seguito di questo articolo »

L’invasione degli ultra-canoscritti #3 (La lettura)

giugno 3, 2011 § 1 Commento

redattori e stagisti sembravano precipitati in uno stato di trance.
la mufficio stampa era esterrefatta.
anche se la redazione era costantemente immersa in un lavoro febbrile (non avendo scelta, dato che la quantità di personale necessaria a far uscire i libri in programmazione avrebbe dovuto essere perlomeno tripla…), però volavano sempre commenti quantomeno irriverenti sui romanzi in lettura.

questa volta il silenzio era denso e sacrale, nessuno osava commentare.

“ooohh, capoccioni, ma che state leggendo, si può sapere?” strillò la mufficio stampa con il piglio di chi è abituato a lottare con giornalisti presuntuosi e zucconi dovendo imporsi un tono reverente e supplichevole. e quindi con chiunque altro sfoga la grevità innata e repressa.

gli sguardi dei redattori s’interrogarono reciprocamente. ma solo uno ebbe il coraggio dell’onestà e dichiarò: « Leggi il seguito di questo articolo »

L’invasione degli ultra-canoscritti #2 (Lo smistamento)

maggio 23, 2011 § Lascia un commento

Il mattino dopo qualcosa di strano era accaduto.
i sacchi sul pavimento erano ancora impilati. ma vuoti.
come grossi baccelli abbandonati dal loro frutto avvelenato di carta e inchiostro.

i redattori si guardarono l’un l’altro, quindi fissarono gli stagisti.
sul viso di tutti lo stesso stupore, a testimonianza che nessuno di loro ne era il responsabile.
dopotutto la redazione era perennemente dominata dal caos, chi mai si sarebbe preoccupato di quel modesto surplus di provvisorietà?

la donna delle pulizie? da escludersi, avrebbe spostato i bustoni col loro contenuto, senza prendersi la briga di eviscerarli.
già, il loro contenuto… dov’erano finiti tutti i manoscritti che portavano in grembo?

in attesa che saltasse fuori il volenteroso smistatore (non si sa da dove) tutti presero posto ai loro tavoli.
e qui lo smarrimento aumentò: su ogni scrivania le pile dei lavori in corso (che di solito vedeva in vetta quelli in ritardo ormai clamoroso e via via i meno in ritardo ai piani inferiori) erano dominate da nuovi canoscritti mai visti prima.

stavano lì appollaiati come se niente fosse, offrendosi alla lettura.
non aveva senso che la redazione in plenaria si dedicasse a valutare nuove proposte editoriali, quando tanti pagautori già contrattualizzati reclamavano le ultime bozze corrette con telefonate costanti e sempre più minacciose.

eppure tutti i redattori ne tenevano già tra le mani uno, e sembravano assorti nella lettura.
per due o tre volte il telefono squillò invano.
fu l’arrivo del mufficio stampa a interrompere la malìa.

(…prosegue, prosegue…)

L’invasione degli ultra-canoscritti #1 (Il recapito)

maggio 16, 2011 § Lascia un commento

sembrava un giorno come gli altri, in caga editrice, quando il postino citofonò.
il viso stravolto e una serietà inscalfibile furono i primi indizi che qualcosa era successo.
a un suo cenno, tutta la redazione lo seguì giù per le scale in muta processione.

terreo, il postino indicò i tre grossi sacchi di nylon che giacevano sul marciapiede, in attesa di essere affidati al loro destintario.
il caporedattore ebbe un mancamento, forse calcolato perché a quel punto furono gli stagisti a doversi sobbarcare il trasporto fino al terzo piano.
senza ascensore.

i sacchi vennero svuotati sul pavimento.
come tutti avevano supposto, si trattava di proposte editoriali.
centinaia di bustoni gialli formato A4.

furono sistemati in ordine alfabetico di mittente e impilati sul pavimento in tante colonne.

oltre al numero spropositato, c’era qualcos’altro che rendeva anomala la situazione.
da quando le buste erano state introdotte in redazione tutti avvertivano una certa inquietudine, non meglio spiegabile.

dovendo definirla, assomigliava alla sensazione di essere osservati.

(…continua, altroché se continua, siamo solo all’inizio…)

Dove sono?

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