EAPocalypse now

novembre 23, 2015 § Lascia un commento

Senza eccessivamente dilungarsi, questo post sostiene la tesi che l’Editoria a Pagamento (EAP) ha rivestito una precisa funzione: distrarre una generazione di redattori dai veri mali del loro settore. Non sarebbe quindi fenomeno degenerativo legato a una società editoriale sempre più fatua e mediocre, ma vera e propria causa-fantoccio posta sotto i riflettori per sviare dai veri problemi del mondo editoriale.

mme-an

PARTIAMO DA QUESTO BLOG
[parabola]
Come tutti gli organismi viventi, anche questo blog ha vissuto una fase ascendente, un momento di maturità e una decadenza (tradotto: a un certo punto non se lo è cagato più nessuno). Queste tre fasi hanno probabilmente seguito la parabola più generale dell’attenzione mediatica che si è di recente riversata sul fenomeno dell’EAP.
Il presente articolo serve a rievocare il percorso di questo blog sotto una nuova ottica, illuminante e stupefacente. Lo inquadra, sì, come parte genuina di un movimento di rivolta al malcostume diffuso dell’EAP; ma ne degrada l’efficacia, sostenendo che la sua attività abbia avuto il risultato opposto e controproducente di nascondere malefatte peggiori interne alla filiera editoriale. Lo stesso sistema economico e “di potere” che fa proliferare dall’alto l’EAP avrebbe anzi spinto, con una artefatta e strumentale indignazione, tale movimento antagonista a ottenere le luci della ribalta tra i “poveri” lavoratori dell’editoria, per costruire nell’ideale della lotta una parvenza di dignità a un lavoro che altrimenti non poteva attingere ad alcun tipo di gratificazione.
Insomma, era una trappola e ci siamo caduti.

[la bicicletta]
Partiamo dalla fine, però, e chiediamoci: perché questo blog ha raggiunto in pochi anni un apice di interesse per poi bloccarsi e decadere dall’attenzione degli addetti ai lavori? Un primo motivo è facile da individuare, e meno banale di quanto sembri: mi ero stancato io per primo di questo spazio a metà tra la denuncia e la divagazione narrativa.
Il motivo è agile da spiegare: quando sei su una bicicletta che pedala a vuoto, scendi e prosegui a piedi. Il Maniototo è stato una bicicletta da corsa, ha sfrecciato insieme ai suoi affezionati lettori tra le brutture dell’EAP, castigando col riso i suoi malcostumi. La catena girava, il cambio andava una meraviglia, le salite ce le mangiavamo insieme. Senza doping, spinti dalla gioia dissacrante della giovinezza che si organizza clandestinamente una contro-festa, dato che a tavola coi matusa ci si annoia.

Zebra-Pulse

[sentirsi utile]
Si sfrecciava facendo pernacchie e imparando un sacco di cose. L’ebrezza condivisa mi ha fatto credere che quanto veniva scritto sul Maniototo potesse aiutare un’intera categoria di lavoratori frustrati a mettere a fuoco i motivi della propria frustrazione; servendo da allerta e da sveglia anche per quegli aspiranti scrittori che pagano per pubblicare, molte volte abbindolati da contratti di edizione messi in piedi da azzeccagarbugli mediocri ma sufficienti a irretire e buggerare. Il format del Maniototo si proponeva vincente in quanto la noia era bandita e la fantasia poteva guizzare libera proprio nel momento in cui segnalava le aridità di molti addetti ai lavori (editori, scrittori).
Poi, dopo avere iniziato a fare rumori rugginosi, la catena è caduta e la bicicletta è andata rallentando fino a fermarsi. « Leggi il seguito di questo articolo »

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Spazzatura

giugno 25, 2015 § Lascia un commento

residuo serale di umanità vacanziera non dedita alla raccolta dei propri rifiuti.
nella fattispecie il caso è emblematico e vale doppio.
(litorale laziale, giugno 2015)

2015-06-05 19.22.52

La più grande perversione di un editore a pagamento

giugno 25, 2014 § 1 Commento

questa non la sapete.
e forse non riuscirete nemmeno a capirla fino in fondo…
perché un editeuro per primo non ne è lucidamente cosciente.

a me, anni di torva osservazione ravvicinata mi hanno permesso di penetrare il più celato segreto.
quello protetto dall’inflessibile inconscio.

tra poco conoscerete anche voi qual è la perversione più grande, il piacere più osceno, il godimento più subdolo e raffinato che un editeuro riesce a provare.

curiosi eh?
prima però giochiamo che dovete indovinare.

ha alzato la mano quello laggiù in fondo, prego.
come?
no, non è la rovina dei propri autori, il loro fallimento, a farli godere oscenamente.
tuttavia l’ ipotesi non è così peregrina. « Leggi il seguito di questo articolo »

“è tutta colpa di mia mamma se non scrivo abbastanza parolacce”

giugno 7, 2014 § Lascia un commento

vibrate come xilofoni appena percossi, amici di questo recinto di irraggiungibile vigore espressivo.
scatta come una tagliola una nuova rubrica:
la posta dei miei futuri lettori

apre le danze una missiva che ritengo di esiziale importanza.
sentitevi tutti chiamati in causa e rispondete a rodrigo.
grazie troppo buoni.

“Caro Maniototò, (l’accento finale è di simpatia, concedimelo)

è tutta colpa di mia mamma se non scrivo abbastanza parolacce.
Un’educazione semanticamente restrittiva a beneficio di un vano lustro piccoloborghese mi ha letteralmente castrato nelle mie aspirazioni letterarie.
Questo blocco emotivo-sintattico rende ora un miraggio ogni mio tentativo di pubblicare.

Sono imprigionato in un mondo lindo e ospedaliero, in cui nessuno si manda a quel paese.

Muratori che litigano, coppie che si tradiscono, amici invaghiti della stessa donna, acerrimi rivali che si fanno le vigliaccate nello sport per primeggiare. Perfino adolescenti di periferia invischiati in dispute illecite… Ebbene? Tutti forbiti come piccoli lord finanche all’acme del conflitto. « Leggi il seguito di questo articolo »

Parola di libraio

marzo 28, 2014 § 6 commenti

il vostro viaggio al termine della notte delle velleità letterarie umane si arricchisce di una casistica particolarmente odiosa.
griderete al tradimento e alla spregevolezza.
forse all’affronto definitivo, ultimo, perfetto.

e farete bene.

aprite le orecchie e sorbite fino in fondo dal calice avvelenato: anche i librai ricorrono all’EAP per appagare la loro fuffosa brama da romanzieri.
anche loro sfilano in processione ossequienti davanti agli editeuri, divenendo parte della pantomima che li vorrebbe scrittori.

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Acqua e zucchero (e peyote?) editore

gennaio 7, 2013 § 4 commenti

uno si credeva magari che il peyote lo prendevano solo quelli delle già mitiche edizioni Ricotta.
eh no, cari miei.
ecco infatti saltare fuori sul più bello, quando vi illudevate di essere esclusivisti del prodotto per l’Italia letteraria, Acqua e zucchero.

acquaezuccheroeditore

acqua e zucchero non l’ho scovato, si sono consegnati loro spontaneamente (senza saperlo) stamattina, allorquando mi hanno twittato questa proposta giunta al maniototo parimenti a una sventagliata di altri account twitter:

le origini di acquaezucchero

andare a dare un’occhiata al loro sito ha innescato inevitabilmente il meccanismo che ora li conduce qui come nuovo stato di allucinazione editoriale. « Leggi il seguito di questo articolo »

Leggere:tutti a 2 euro (cioè becchi e bastonati)

dicembre 28, 2012 § 1 Commento

per puro caso stavo oggi maneggiando l’ultima copia di leggere:tutti, quella rivista che da un po’ d’anni ha invaso le librerie.
non so se lo sapete, ora pretenderebbero nientemeno che farla pagare.
e addirittura 2 euro.
beati a voi, verrebbe da dire…

ho indugiato a sfogliarla proprio per capire come potessero ardire di passare dalla gratuità ai 2 euro, trattandosi in definitiva di una rivistucola del tutto inutile.
una di quelle cose che giusto perché non si paga la prendi in mano e la sfogli, senza aspettarti nulla e senza darle troppo retta.

ora però è diverso.
ora i due euro esborsati dovrebbero implicare una lucida scelta nel lettore/acquirente.
per cui facciamole un po’ le pulci va’, che sotto le feste è un’operazione defatigante. « Leggi il seguito di questo articolo »

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