Una notte in caga editrice #8 – L’epilogo

maggio 10, 2011 § Lascia un commento

per ripassare i primi sette episodi: primo, secondo, terzo, quarto, quinto, sesto, settimo

le cose vanno così, in un precipitare di eventi:

polonio fissa l’ennesimo appuntamento con un editeuro per la mattina di un giovedì.
dovendo portare del denaro da corrispondere alla firma del nuovo contratto editeuriale che siglerà sperando che lo conduca all’editor del suo destino, è costretto a una delle sue sortite criminali nella notte di mercoledì.

mercoledì si arrampica quindi, alle 22 e 30, su per la grondaia di un palazzo del centro. la salita non gli è agevole in quanto nella borsa reca il pesante canoscritto che al mattino dovrà consegnare alla sua nuova caga editrice. penetra, stancamente e annoiato, in una finestra qualunque, dove vede buio e non sente rumori.

mentre gironzola per le stanze di quello che appare un ufficio, una voce lo fa d’improvviso sobbalzare: “finalmente, la stavo aspettando, ha fatto un po’ tardi e nell’attesa mi ero assopito, mi perdoni”. quindi qualcuno va verso di lui e con piglio autoritario e sbrigativo preleva dalla sua borsa il plico di fogli lordati da una trama improbabile e tediosissima, priva di qualunque appeal e stracolma di brutture stilistiche. « Leggi il seguito di questo articolo »

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Una notte in caga editrice #7

maggio 5, 2011 § Lascia un commento

le puntate precedenti: prima, seconda, terza, quarta, quinta, sesta

lasciandosi alle spalle muri zeppi di pessima narrativa, una mattina polonio esce di galera.
dal carcere va direttamente all’appuntamento con l’ufficio commerciale di una caga editrice, alla quale ha spedito i suoi canoscritti dalla prigione.
l’editeuro di turno magnifica la sua prodigiosa e capillare distribuzione, i portenti del mufficio stampa e balle del genere, ma polonio nemmeno lo ascolta. fa sì con la testa meccanicamente, aspettando solo che gli dicano la cifra che dovrà pagare in coda a tanti indoramenti di pillola, per capire quante rapine gli costerà stavolta il suo romanzo.

apposta la firma all’incomprensibile contratto che accenna nebulosamente a franchigie, copie fallate e diritti d’autore che mai vedrà, polonio scruta in giro alla ricerca di uno sguardo che possa farlo ben sperare.
incontra invece gli occhi pietosi dei redattori, che lo guardano come un bovino destinato al macello.

proprio in quel momento un giovanotto barbuto si alza e va verso di lui tendendogli una mano che polonio stringe senza nemmeno udire l’editeuro che, dietro di lui, gli sta presentando ettore cravero.
l’editor del suo destino? « Leggi il seguito di questo articolo »

Una notte in caga editrice: il c-plot #6

aprile 29, 2011 § Lascia un commento

le puntate precedenti riguardatevele velocemente qui:
prima, seconda, terza, quarta, quinta.

in carcere polonio ritrova per qualche giorno un’insospettata serenità: gli è infatti proibito scrivere.
presto però il male ha il sopravvento e lo riduce a vergare le sue storie sui muri della cella usando gli scarafaggi come gessetti.
spurga così, davanti al compagno di reclusione, le pessime storie che lo affollano.

il suo unico lettore è gegio, un pescatore di fiume (inquinato) scoperto a pescare con le bombe a mano del nonno.
nella fontana comunale.
non avendo mai retto tra le mani un libro (complice un parziale analfabetismo), gegio non potrebbe distinguere la divina commedia dagli scritti giovanili di moccia.

un giorno il pescatore, di solito muto, salta su e dice: “io ci ho una sorellastra importanta e studiata che ci corregge ai scrittori inportanti. domani ci la telefono per dirci di te”.
polonio sente che stavolta il caso ha operato verso il bene, l’editor che può trarlo fuori dalla sua maledizione verrà a liberarlo proprio dentro un carcere.
gli sembra un finale simbolicamente perfetto, da apoteosi.
il male che proverbialmente non viene tutto per nuocere. « Leggi il seguito di questo articolo »

Una notte in caga editrice: il c-plot #5

aprile 27, 2011 § Lascia un commento

prima di proseguire siate per cortesia sicuri di padroneggiare per bene le prime quatro puntate (grazie): 1234

Facendola breve: polonio gira una caga editrice dopo l’altra e i suoi libri (e di conseguenza la sua vita) non diventano meno assurdi.

essendo ora, suo malgrado, un pagautore seriale, è costretto a rubare quasi ogni notte, ed è proprio una di queste notti, mentre svuota la cassa di una libreria di catena, che lo coglie un impeto di rabbia e prende a rovesciare gli scaffali per sfogarsi contro i maledetti libri, divenuti la sua maledizione.
da un ripiano alto, normalmente inaccessibile, gli piomba addosso nientedimeno che un suo romanzo.

polonio si ritrae inorridendo, come fosse un topo.
non aveva mai fatto mente locale sul fatto che quelle storie insensate che suo malgrado scriveva (e che poi un editeuro trasformava in libri in cambio di vil denaro) potessero davvero giungere nei paraggi di un lettore ignaro.

a polonio verrebbe da darsi la morte lì per lì, ma non può, non è di fatto più padrone delle proprie azioni (rileggete la prima puntata, se proprio non capite di che parlo).
preso da sconforto, vergogna e senso di colpa squaderna furiosamente il suo libro e gli dà fuoco. « Leggi il seguito di questo articolo »

Una notte in caga editrice: il c-plot #4

aprile 21, 2011 § Lascia un commento

avete bisogno di ripassare le puntate precedenti?
ecco qui: prima, seconda, terza

Polonio inspirò profondamente e lesse d’un fiato l’incipit del suo romanzo come appariva nella nuova versione di erminia.

Il morto era davvero morto?
Che fosse stato fatto a pezzi e che i pezzi fossero ora disseminati lungo le due principali vie della città – dentro le fioriere comunali – era di per sé indizio sufficiente?
Se lo chiese stancamente – a voce alta – il commissario Bonvicini, un altoatesino altissimo e pallidissimo – no, cadaverico – che si vestiva come un metallaro e che mentre osservava i resti umani nelle fioriere insultava i giardinieri comunali per il pessimo stato in cui versavano le piante.
I suoi sottoposti si guardarono incerti e preoccupati. Il commissario manifestava turbe da un po’ di tempo, ma ora sembrava pronto per una lunga vacanza. Forse per la pensione. Per l’ospizio, rincaravano i più maligni.
Non potevano sapere che Bonvicini era un vampiro e che quel giorno il suo sesto senso gli suggeriva che lo stato di morte di quel povero disgraziato era solo temporaneo, che presto una forza maligna avrebbe ricucito insieme e dato vita (anzi, non-vita) a una nuova creatura che avrebbe girovagato per l’eternità seminando terrore.

polonio si sbottonò il colletto della camicia e rimase a fissare il nulla.
svuotato.
il cuore oscurato da grosse nuvole nere.
in un foglio allegato trovò queste note esplicative: « Leggi il seguito di questo articolo »

Una notte in caga editrice: il c-plot #3

aprile 18, 2011 § 1 Commento

Niente panico, il filo del plot lo recuperate leggendovi le prime 2 puntate.
Ecco i link:
prima puntataseconda puntata

Questo l’incipit del canoscritto che polonio (massì, chiamiamolo così il nostro protagonista) aveva consegnato (all’inizio senza saperlo) nelle mani di erminia.

Il cadavere fu ritrovato all’angolo tra via Spezia e via Genova, quasi che l’assassino volesse compiere un delitto ubiquo. La battuta sull’ubiquità la fece il commissario Senzaterra, un siciliano baffuto e butterato che si vestita esattamente come il tenente Colombo, con l’unica concessione di una spilletta dei Kiss appuntata al bavero. E che quando vedeva passare una bella ragazza si disinteressava totalmente a quasiasi indizio. Riportava il suo sguardo sulla scena del crimine solo quando il sedere che fissava aveva svoltato l’angolo, e sempre scuotendo leggermente la testa mentre emetteva un piccolo fischio di ammirazione.
“Se anche l’assassino è ubiquo, allora forse servirebbe mettergli alle calcagna un sosia di Senzaterra. Ma chi lo dice adesso alla Questura che per un solo delitto dovrà pagare doppio stipendio?”
Sì, il commissario parlava di sé in terza persona, quasi me ne scordavo.

le bozze che adesso polonio si ritrovava tra le mani erano pesantemente segnate, solcate da grossi punti interrogativi in rosso, vergati con evidente acrimonia. molti passaggi erano stati sbarrati a penna con ferocia e una freccia conduceva a uno spazio bianco del foglio dove erano stati completamente riscritti. con calligrafia livorosamente ordinata.

finalmente, si disse polonio.

non stava più in sé dall’emozione, il cuore gli ballava nel petto, ma per la prima volta dopo tanto tempo sembrava la felicità a smuoverlo e non la solita angoscia.

si mise comodo con le scarpe poggiate sul tavolino accanto a due autoradio che aveva appena rubato, e si pregustò col pensiero l’editing falciante che erminia aveva compiuto.

erminia la santa! la sua liberatrice!

(…continua, purtroppo…)


Una notte in caga editrice: il c-plot #2

aprile 14, 2011 § Lascia un commento

Niente paura, il filo del discorso lo recuperate leggendovi la prima puntata.

Il risvolto tragicomico della faccenda (la componente comica appare solo a noi spettatori, beninteso, perché il protagonista non ha proprio niente da ridere) è che il ladro è costretto a diventare pagautore, in quanto le pessime storie (altrui) che gli salgono alla penna sarebbero altrimenti impubblicabili.

Incontra molti editeuri e altrettanti editor, ma nessuno di loro riesce a rendere le storie accettabili (fin dall’incipit restano del tutto improbabili). Perlopiù si tratta di stagisti cui viene ordinato di toccare i suoi libri il meno possibile, in modo da fare prima (correggere giustappunto gli strafalcioni grammaticali, solo per far vedere che lo si è letto).

Di lì in avanti il nostro sfortunato eroe (che ancora non ha un nome, ma mi verrà in mente) deve unire la carriera di scritteuro a quella di ladro, per mantenersi i libri che pubblica.

La svolta sembra arrivare un giorno che un editeuro gli propone il solito contratto sottilmente ingannevole che lui non può rifiutare, e lo affida nelle mani della nuova stagista, Erminia, che subito lo mette in guardia: il suo libro così non va, le farò una proposta di editing piuttosto invasiva, non abbia a spaventarsene.

Nonostante l’editeuro la fulmini con lo sguardo e mediti già di cacciarla, l’occhialuta Erminia tira avanti per la sua strada, fissando un appuntamento con il primo pagautore della sua carriera che la guarda estasiato, convinto di intravedere una via di scampo dal suo incubo.

(…continua, purtroppo…)

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