Se dio è un editore speriamo che bruci tutto quello che gli arriva

giugno 18, 2015 § Lascia un commento

titoli di testa validi sempre:
titolo: dio

questa fede prevede un camino
acceso
e una comoda sedia che lo fronteggia.

accanto una pila di manoscritti
sempre la stessa altezza
da terra.

arrivano   arrivano        arrivano.

qualcuno che non vediamo,
sporge un braccio a intervalli
piuttosto regolari
per afferrarne uno. « Leggi il seguito di questo articolo »

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Polillo, il guru

luglio 16, 2014 § 4 commenti

poi ti stupisci che il mondo sta finendo…
è che purtroppo siamo in mano a gente non solo impreparata da un punto di vista tecnico, ma fuori dalla realtà a tutto tondo.

l’ambito editoriale riserva delle chicche, in questo senso, lo sapete.
so che è terribile dare eco a cose che dovrebbero essere ignorate, ma qui e là è giusto guardare negli occhi il guaio in cui siamo per provare a uscirne.

alludo nella fattispecie alla riflessione (diciamo così) di polillo ospitata sul sito della boldrini.
mica balle, il palazzo al quadrato.

in tutto questo pippone, polillo allude alla pirateria, suo cavallo e cavillo di battaglia.
nella maniera superficiale di chi non conosce la questione, se non allineandosi alla tendenziosa voce dell’istituzione, la odia e la vuole combattere.
è la sua guerra santa.
la guerra combattuta soltanto in nome del denaro.

non me ne frega niente che siate a favore o contro la pirateria, perché di sicuro non ne sapete abbastanza.
quello che mi dà sempre tanto fastidio è che si diano le colpe di una crisi di settore a cause altre. « Leggi il seguito di questo articolo »

G.A.S. pagautori

luglio 14, 2014 § 13 commenti

audite audite audite:
il maniototo non lascia bensì raddoppia, con un progetto ambizioso e faraonico che nessuno si cagherà di pezza.

è un portale parallelo, finalmente utile perché tratta di vil denaro.

vi spiego il punto di partenza, prima di ammollarvi il nuovo link:
dato che avete tutti la coccia troppo dura, alludo a editeuri e pagautori, e che nulla vi dissuade o vi salva, ma soprattutto non salva i poveri redattori e i poveri lettori che ne sono vittime, allora proviamo un’altra strada: fare soldi alle vostre spalle.

per fare questo ho dovuto scegliere chi favorire, e ho optato per i pagautori (dopo avere provato a ridar loro perlomeno la dignità con un outing) proponendomi di aiutarli sul piano finanziario. « Leggi il seguito di questo articolo »

aie, il futuro non è negli slogan, lo vuoi capire o no?

giugno 30, 2014 § 11 commenti

aiutatemi, non ce la faccio.
amo le farse, ma nei limiti, poi mi sento male.

l’aie organizza il solito concorsino inutile che non produce nulla di buono per l’umanità, e questa non è una notizia.
la notizia è che dovrebbe esserci un limite alle boiate, alla faccia tosta che ci vuole per ammantare di un qualche valore la fuffa più estrema.

per i più saggiamente disattenti specifico che sto parlando del «concorso promosso dall’Associazione Italiana Editori (AIE) in collaborazione con tutto il mondo universitario che premia i migliori slogan sul tema “Il futuro è nei libri che leggi*. Perché?”» (sono parole loro queste virgolettate).

una vera e propria domandona rivolta alla crema delle menti del nostro paese.
non poteva che uscirne un successone.
l’aie, nel comunicato con cui annuncia i vincitori, si bulla che:

«alla quarta edizione hanno partecipato oltre duemila e cinquecento studenti – un quarto in più dello scorso anno – dei diversi corsi di laurea, da tutta Italia. Gli studenti hanno avuto tempo un mese, dal 23 aprile al 23 maggio».

uau, con tanta potenza nel motore dell’intelletto doveva uscirne un qualcosa di epocale.
rullo di tamburi, riprendo dal comunicato:

«Ecco i migliori, selezionati dalla giuria degli editori: « Leggi il seguito di questo articolo »

La più grande perversione di un editore a pagamento

giugno 25, 2014 § 1 Commento

questa non la sapete.
e forse non riuscirete nemmeno a capirla fino in fondo…
perché un editeuro per primo non ne è lucidamente cosciente.

a me, anni di torva osservazione ravvicinata mi hanno permesso di penetrare il più celato segreto.
quello protetto dall’inflessibile inconscio.

tra poco conoscerete anche voi qual è la perversione più grande, il piacere più osceno, il godimento più subdolo e raffinato che un editeuro riesce a provare.

curiosi eh?
prima però giochiamo che dovete indovinare.

ha alzato la mano quello laggiù in fondo, prego.
come?
no, non è la rovina dei propri autori, il loro fallimento, a farli godere oscenamente.
tuttavia l’ ipotesi non è così peregrina. « Leggi il seguito di questo articolo »

“è tutta colpa di mia mamma se non scrivo abbastanza parolacce”

giugno 7, 2014 § Lascia un commento

vibrate come xilofoni appena percossi, amici di questo recinto di irraggiungibile vigore espressivo.
scatta come una tagliola una nuova rubrica:
la posta dei miei futuri lettori

apre le danze una missiva che ritengo di esiziale importanza.
sentitevi tutti chiamati in causa e rispondete a rodrigo.
grazie troppo buoni.

“Caro Maniototò, (l’accento finale è di simpatia, concedimelo)

è tutta colpa di mia mamma se non scrivo abbastanza parolacce.
Un’educazione semanticamente restrittiva a beneficio di un vano lustro piccoloborghese mi ha letteralmente castrato nelle mie aspirazioni letterarie.
Questo blocco emotivo-sintattico rende ora un miraggio ogni mio tentativo di pubblicare.

Sono imprigionato in un mondo lindo e ospedaliero, in cui nessuno si manda a quel paese.

Muratori che litigano, coppie che si tradiscono, amici invaghiti della stessa donna, acerrimi rivali che si fanno le vigliaccate nello sport per primeggiare. Perfino adolescenti di periferia invischiati in dispute illecite… Ebbene? Tutti forbiti come piccoli lord finanche all’acme del conflitto. « Leggi il seguito di questo articolo »

Per un’EAP di Stato

aprile 1, 2014 § 11 commenti

l’unico vero grande difetto dell’eap è quello di far pagare troppo poco le sue vittime.

ma partiamo dall’inizio, se no mi ti vi spaesate.

presente il tabacco?
l’espressione monopolio di stato vi suona?
serve a ragranellare da un prodotto che fa male tutti i balzelli possibili.

sul serio non vi ricorda l’editoria a pagamento?

solo che c’è un problema.
ormai è diventata economica e alla portata di tutti.
e questo ha creato un esercito di pagautori proletari.
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    soggetti affetti da grafomania che sono diventati pagautori

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    libro che alla sua uscita invade le librerie (soprattutto di catena) e che i lettori farebbero bene a evitare come la peste

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    nella scelta dei libri da pubblicare si basa su un solo criterio di valore: l'autore paga/l'autore non paga

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    proposta editeuriale
    contratto tipo, zeppo di promesse immantenibili, che il traspirante scrittore riceve in automatico non appena invia un vanoscritto a un editeuro

    schizoeditoria
    allude alle caghe editrici il cui editeuro pubblica libri orrendi (senza averli mai letti e schifandoli) solo perché gli scritteuri lo pagano. Ma che poi, quando arrivano in redazione dalla tipografia le prime copie stampate, tali libri lo eccitano come un ragazzino e li dispone meticolosamente in ordine sui suoi scaffali

    scorie editeuriali
    le orde di libri che gli editeuri vorrebbero (ma nemmeno troppo) riversare nelle librerie per far contenti i loro pagautori

    sindrome del libro fantasma
    ne soffre ogni libro di pagautore che sognava di diventare presto un bestseller mentre invece i librai ne ignorano perfino l'esistenza e si rifiutano di ordinarlo con le scuse più varie

    sindrome del benefattore
    ne soffre ogni editeuro che si convince di dover incassare, dopo il denaro, anche la gratitudine incondizionata dei pagautori

    scritteuri
    sin. di pagautori

    scrittori seriali
    soggetti affetti da grafomania che sommergono case editrici e agenzie letterarie con i loro canoscritti

    spremi letterari
    premi letterari a pagamento

    traspiranti scrittori
    sudano sette camicie per diventare scrittori, ma visti i risultati si rassegnano al destino di pagautori

    vanoscritto
    inedito che lo scrittore manda, senza saperlo, a un editeuro

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